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I santi maledetti

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29 ottobre 2007

Egregio direttore,
in sinistra coincidenza con l’anniversario della “marcia su Roma”, ben 498 esponenti del clero filofranchista sono stati beatificati in San Pietro. Che le alte gerarchie del Vaticano abbiano scelto l’anniversario del colpo di Stato che portò il fascismo al potere in Italia per beatificare coloro che la chiesa spagnola definisce senza alcun pudore “martiri della Repubblica” è un fatto che suscita sdegno e riprovazione.
Tutto ciò avviene mentre il governo Zapatero sta per approvare una legge sulla memoria storica, che condanna il franchismo. Così facendo, Ratzinger schiera la chiesa cattolica a sostegno delle operazioni revisionistiche con cui, anche nel nostro paese, si cerca di sdoganare e legittimare il fascismo, proponendo un modello di società autoritario, reazionario, sanfedista e razzista.
Sennonché presentare questi 498 fascisti come martiri è falso quanto vergognoso. Lo scopo, infatti, è quello di alzare un polverone mediatico per far passare gli esponenti più retrivi del clero come ‘vittime’ dei comunisti, guardandosi bene dal ricordare il ruolo odioso e sanguinoso svolto dalla chiesa spagnola durante la guerra civile e quale pilastro della dittatura franchista, oltre che nel secolare sfruttamento delle masse contadine. Chi ha benedetto, servito e celebrato lo sfruttamento e le classi sfruttatrici, partecipando attivamente alla mobilitazione clericofascista contro la democrazia e la riforma agraria, non può essere beatificato!
Dal canto nostro, come antifascisti e come comunisti, rispondiamo alla provocazione onorando la Repubblica Spagnola e le Brigate Internazionali, protagoniste di una grande sfida epocale, che risale al secolo scorso ma continua tuttora, tra il fascismo e l’antifascismo, tra le forze della reazione e le forze del progresso, tra l’oscurantismo e la democrazia.

Enea Bontempi

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