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I sogni infranti della cultura a Gallarate

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30 giugno 2011

 Gentile Direttore,
leggo sui quotidiani locali che il nuovo sindaco di Gallarate Edoardo Guenzani ha annunciato che la Fondazione 1860 Gallarate Città che gestisce i due Teatri cittadini ha un buco di un milione di euro. La notizia mi ha lasciato tanto amaro in bocca.
Ricordavo una lettera di commiato di Adriano Gallina, direttore della Fondazione, che sono andato a ritrovare on line sul vostro utilissimo giornale.
La data è del 7 febbraio 2011( http://www3.varesenews.it/tempo_libero/articolo.php?id=195035 ) e invito i lettori ad andare a rivedere l’articolo. Meno male che esiste la memoria del vostro giornale on-line. Gallina allora annunciava le sue dimissioni del 30 giugno prossimo e automaticamente s’incensava per il prestigioso lavoro fatto in questi anni per la cultura nella nostra città.
Scriveva di un assetto interno di elevatissima professionalità ed autonomia, scriveva di cose importanti fatte, scriveva tante cose e ringraziava tutti. Dava un bel 10 e lode a lui e a tutti sui collaboratori. Quell’articolo diceva anche –trascrivo esattamente – “necessità di coerenza:
il mio ruolo, in questi anni, è stato fortemente, costantemente e con calore sostenuto dal Presidente Mario Lainati e la sua decisione di rassegnare le proprie dimissioni dal ruolo di Presidente in concomitanza con il nuovo assetto politico-istituzionale, qualunque esso sia, che scaturirà dalle prossime elezioni amministrative – dettata da grande coerenza e rigore etico – induce
anche me ad un’analoga, e a mio parere doverosa, scelta.’ Poi dopo le elezioni ho letto della sua disponibilità a rimanere. Ma fin qui niente di strano. Siamo abituati a personaggi che cambiano idea e cambiare idea, alcune volte è anche sinonimo d’intelligenza (o di grande furberia) . Ma la notizia di questi giorni è incredibile. Il sindaco ha annunciato il buco clamoroso.
Perché il direttore non ci ha parlato prima mentre decantava le sue lodi del fatto che ha accumulato un debito di un milione di euro di soldi pubblici? E’ un fatto così secondario per lui? Ma in quale azienda uno si autoincensa pubblicamente per poi ricandidarsi a mezzo stampa per rimanere ancora e contemporaneamente si scopre che ha accumulato un milione di euro di debiti?
Leggo sempre dalla stampa locale che il Comune dà 400 mila euro ogni anni a questa fondazione oltre a pagare direttamente affitti degli uffici e tutte le spese. Inoltre la fondazione trattiene tutti gli introiti dei biglietti degli spettacoli organizzati. Contemporaneamente le voci in città negli ultimi anni sono quelli di tagli continui sulla Cultura. Da una parte si taglia tutto e dall’altra si continua a foraggiare una fondazione che in più accumula debiti?
Una fondazione che forse in questi anni ha puntato tanto sui grandi eventi ma ha trascurato le realtà locali. Pensiamo all’estromissione di realtà come quella della Camerata Musicale dei Laghi, del Melo. Ma queste sono strategie programmatiche di cui Gallina nel bene e nel si prenderà le sue responsabilità ma i debiti no. Quelli riguardano tutti noi cittadini. Che modello ci viene proposto da chi dovrebbe dare opportunità di crescita culturale per la nostra collettività e invece si ritrova ad avere creditori alla porta? Avere dei debiti vuol dire che esistono decine e decine di persone che stanno aspettando i loro soldi da tempo.
Il presidente Mario Lainati si difende dicendo che il debito è solo dovuto ai costi di gestione dei teatri. Un milione di euro per costi di gestione di due teatri nuovi? A questo punto si dovrebbero chiudere tutti i teatri nel mondo. Sono i teatro o come li si gestisce? Lascio ai cittadini gallaratesi trarre le conseguenze ma soprattutto al nuovo sindaco Edoardo Guenzani fare un’analisi
attenta. Avremmo voluto qualcosa di diverse per la Cultura nella nostra città.

Luigi Bogni

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