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Il 25 aprile degli studenti

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25 aprile 2011

Gentile Direttore,
questa mattina, mentre ascoltavo le splendide parole dell’amico Luigi Grossi, partigiano CIN, che ci ha aiutati a fare memoria dei valori comuni per cui tanti giovani, donne e uomini sono morti vittime del fascismo e protagonisti della Resistenza nel nostro territorio cittadino, provinciale e delle zone dell’Ossola, pensavo al fatto che alle celebrazioni cittadine della festa della Liberazione mancassero tra gli invitati i ragazzi delle nostre scuole.

Certamente CIN, come Angelo Chiesa e come faceva Sergio De Tomasi, sopravvissuto dalle atrocità del campo di concentramento e deceduto da pochissimi anni, incontrano gli alunni di ogni età, perché chiamati dagli insegnati a testimoniare, a dire la storia vissuta, a non fare perdere il filo delicato del ricordo come imperativo morale ed etico per tutti.

Nella nostra città è assegnato annualmente il premio XXV aprile agli studenti dell’ultimo triennio delle elementari che si siano distinti per impegno. Ora, che la consegna del riconoscimento sia spostata al 30 aprile, forse per coincidenza della Festa della Liberazione con il lunedì di Pasquetta, ha lasciato un vuoto.

Il vuoto dei bambini che rappresentano il futuro, che fanno silenzio davanti al racconto della Liberazione, che comprendono di essere premiati perché si impegnano nel vivere con responsabilità il loro dovere di studenti, di ragazzi in crescita dentro una comunità civile.

Personalmente desidero, da cittadina, chiedere alla Amministrazione Comunale che il premio XXV aprile sia consegnato sempre nella data che lo caratterizza, indipendentemente dalle coincidenze di festività o vacanze.

Aiutiamo i ragazzi a non dimenticare, a vivere le date di non presenza a scuola per il grande valore collettivo che esse ricoprono, sia religioso sia civico, a seconda delle feste.

Ho avuto la fortuna di essere accompagnata fin da bambina da mio papà alle celebrazioni del XXV aprile, sia perchè i miei nonni hanno vissuto l’esperienza partigiana, sia perché mio padre stesso è sfuggito ben due volte a retate dei nazisti a Valle Olona (una delle quali nascosto assieme ad altri ragazzi nel campanile della chiesa grazie al parroco don Ambrosiani) e quindi la Liberazione, la data che la celebra, è nella mia famiglia da sempre una ricorrenza forte e significativa, alal quale non mancare di rendere onore.

Da insegnante credo che i valori che ci rendono “patria” e “popolo” siano prioritari rispetto a tante altre conoscenze fornite e fortunatamente non ci si stanca mai di fare riflettere i giovani sul senso della democrazia e della Costituzione.

Penso che sarebbe importante allora che l’Amministrazione tornasse a premiare i giovani studenti meritevoli proprio nel giorno in cui si ricordano altri giovani, che hanno il merito di non avere asservito il potere dei più forti e di avere scelto di sacrificare anche la loro breve esistenza per chi sarebbe venuto dopo di loro.

Luisa Oprandi - Insegnante a Varese

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