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Il cambiamento è d’obbligo

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5 novembre 2012

Gentile Direttore,
 
Questa è stata la settimana delle polemiche sull’IdV e su Di Pietro.
Tutti a contestare le sue proprietà, l’eredità Borletti ricevuta anni e anni fa e la gestione dei fondi pubblici.
Francamente sono rimasto abbastanza scosso e amareggiato, ma non dal valore della accuse pressochè infondate, dato che si basano su fatti avvenuti decenni fa e che hanno sempre visto uscire Di Pietro prosciolto nei processi giudiziari in quanto il fatto non sussisteva.
Mi ha molto sorpreso come la giornalista di Report si sia servita, per creare questo polverone mediatico, di persone già condannate più volte per diffamazione in merito alle stesse accuse (Elio Veltri, Domenico Morace, etc etc ). Questo non è importante per chi intende fare un corretto uso del servizio pubblico ? Perchè la giornalista non ha ritenuto opportuno precisare per bene questo aspetto ?
Ho come l’impressione che si voglia necessariamente far credere a tutti che anche IdV sia uguale a tutti gli altri partiti.
Ci si dimentica che IdV è l’unico partito in Parlamento che continua a criticare l’operato del Governo Monti, è il partito che ha promosso i referendum contro il nucleare, il legittimo impedimento, i finanziamenti pubblici ai partiti ! E’ stato l’unico a chiedere chiarezza e verità per quanto riguarda la trattativa Stato-mafia. Tutto questo, ai lor signori dell’informazione, non conviene ricordarlo.
Detto questo non voglio dire che questo partito sia privo di problemi. I casi del Lazio e dell’Emilia Romagna devono far riflettere. E’ chiaro a tutti che il problema principale di IdV è la selezione della classe dirigente. Un errore può essere concesso, due forse, tre, dieci, cinquanta, sono troppi. Occore cambiare, trasformare questo partito e aprirlo totalmente alla società civile.
La proposta di inserire i curriculum dei candidati Consiglieri o Parlamentari in rete e lasciare che sia la rete stessa a selezionare i più meritevoli è sicuramente un ottimo modo per dimostrare la nostra differenza dal resto del sistema. Chi non è d’accordo o ritiene che tutto vada bene così com’è, che sia Capogruppo alla Camera o sia Consigliere Regionale, mi auguro sia messo in minoranza e che cambi aria al più presto.
Occorrono regole nuove affinchè chi rappresenterà IdV in futuro lo faccia per pura passione, per il bene comune e non per carriera o per sistemare i suoi conti correnti.
Se tutto questo non si farà, l’Italia dei Valori verrà definitivamente inglobata in quel sistema che fino a poco tempo fa definiva "dei morti viventi" e ne pagherà le conseguenze.

Giuseppe Ballacchino

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