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Il candidato unico e la perdita di tempo della democrazia

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6 ottobre 2007

Caro Direttore

domenica prossima si terranno i primi congressi locali di Forza Italia in provincia di Varese e s i eleggeranno i segretari cittadini del partito a Gallarate, Angera, Arcisate, Bisuschio, Cairate, Caronno Pertusella e Ferno.

Con queste libere elezioni , da domani al 18 novembre, il popolo di Forza Italia potrà così rinnovare gli organismi dirigenti in tutti i comuni della provincia .

Si andrà quindi democraticamente a votare e non ci si trov erà, finalmente, un capo imposto da ll’alto .

C’è infatti una lista , una, con un unico candidato alla segreteria, e gli iscritti po tran no liberamente votare (o al limite non votare) il candidato unico.

E’ un esempio di democrazia veloce, sbrigative, efficiente: senza l’impiccio delle liste contrapposte , dei diversi candidati, delle faticose assemblee per conoscerli.

Non è, per la verità, un modo nuovo di votare: c’era in parte già nell’Italia di Mussolini, nella Germania di Hitler, nella Russia di Stalin e c’è ancora oggi in Cina.

Ma allora (e ancora oggi in Cina) il meccanismo non era del tutto perfezionato e, all’interno della lista unica , c’era un certo numero di candidati.

Nel caso di Forza Italia il meccanismo è semplificato: c’è un candidato unico in ogni comune e così ogni pericolo di perdita di tempo e di confusione per l’elettore è eliminato.
Dall’altra parte il Partito Democratico invece, va avanti da mesi con l’organizzazione delle elezioni, ha messo in piedi più di 100 seggi in tutta la provincia, con liste contrapposte e con circa 270 candidati per eleggere 94 delegati all’assemblea costituente nazionale e a quella locale.
Che perdita di tempo la democrazia!
Un cordiale saluto

Angelo Bruno Protasoni - Gallarate

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