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Il caos di Uboldo

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28 aprile 2009

Caro direttore,
adesso si capisce a cosa serve l’ennesima formazione di sinsitra appena nata,
che si distingue dal PD, dai Verdi, dal PRC, da Rifondazione e da altre formazioni spontaneiste e/o alternative che non sto a elencare. Serve a non farci provare nostalgia (o Nostalghia, alla Tarkowskij) per i bei tempi in cui a sinistra si litigava e basta.
Non che sia passato tanto tempo, ma non si sa mai che la gente si dimentichi
di noi (ahimè! è anche la mia famiglia).
Così, con il pretesto del voto in un Comune del Varesotto: Uboldo, neanche
fossimo a Bologna o a Sesto San Giovanni, ecco scoppiare puntuale come un
orologio una polemica elettorale.

Leggendo le ultime lettere in merito ho voluto ricostruirne l’origine e il
lungo alternarsi. Esso inizia, dopo la notizia in cronaca che la lista di sinistra ha rifiutato la possibile alleanza con il PD.
La prima lettera appare come un tentativo di riproporre questa alleanza, solo che invece che chiedere un ripensamento a chi l’ha rifiutata, prospetta una
sorta di ‘liberi tutti’ agli appartenenti al PD, in forza del quale resterebbe in campo solo la lista CSU e l’unione sarebbe già fatta, più facile di così!
Alla replica del sig. Mirabelli (che della vicenda di Uboldo mi pare sia stato più un osservatore che un protagonista) segue una lettera molto supponente, con controrepliche varie e fino a stasera. Per finire in bellezza ecco la lettera di un lettore (che pare la sappia lunga) che tira fuori il più classico degli argomenti ‘rivoluzionari’ (?): il PD non è altro che una quinta colonna del nemico di classe (la "bolla mediatica costruita attorno al PD") che i veri rappresentanti della sinistra, per fortuna sanno smascherare.
Adesso si che il Centro Sinistra (con la maiuscola) "tornerà a votare", grazie a CSU di Uboldo! Con buona pace dei milioni di italiani che votano e magari voteranno ancora PD convinti, poveri loro, di sostenere una causa progressista.
Poveri noi!

Umberto Broggiolo

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