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Il capolinea fantasma di via Formazza

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15 dicembre 2009

Egregio signor Direttore,

da quando esiste il servizio pubblico a Busto Arsizio il capolinea per eccellenza è sempre stato piazzale Solaro, quest’istituzione è stata messa in discussione qualche anno fa, con la realizzazione di una nuova struttura ubicata in prossimità di via Formazza, essa infatti dovrebbe fungere da parcheggio bus e da capolinea, sia per i mezzi urbani che extra urbani. Sulla validità di questa scelta sono stati espressi pareri più o meno autorevoli, e qualcuno ha perfino scritto qualche articolo sui giornali locali, esternando il suo dissenso per tale iniziativa, di fatto il parcheggio ormai è finito da tempo ma tarda ad accogliere al suo interno i "bestioni", tanto che sull’immobile costruito al suo interno, si possono vedere evidenti segni di degrado.
Dal mio punto di vista, quale addetto ai lavori, sono fermamente convinto sulla validità di tale scelta, ma indipendentemente da questo, vediamo di analizzare oggettivamente gli elementi necessari di cui deve essere dotato un luogo per poterlo poi destinare a capolinea, per comprendere ciò va chiarito che una linea può essere circolare o con sosta al capolinea, in entrambi i casi necessita una sosta tecnica, essa va quantificata in base alla lunghezza della linea ed alla tortuosità della stessa, poiché deve fare da cuscinetto per rimettere in orario i bus che durante la percorrenza accumulano un eventuale ritardo.
La linea con sosta al capolinea parte da un punto della città ed arriva in un altro, dopo di che effettua una sosta per riprendere l’orario di partenza, ad esempio la linea 5 parte da S. Anna ai minuti 32 di ogni ora, arriva all’ospedale ai minuti 20 e sempre lo stesso bus riparte ai minuti 38 con la linea 55, questo significa che se l’autobus è in orario sosta al capolinea per ben 18 minuti.
Diversamente la linea circolare non ha soste e per conseguenza il bus gira in continuazione, in questo caso sono gli autisti che a turno si alternano alla guida, per esempio le linee 2 e 3 sono circolari, il cambio avviene in piazzale Solaro rispettando l’orario stabilito dal turno di servizio, per cui il conducente se riscontra un ritardo nel cambio, deve partire con un altro bus precedentemente parcheggiato al capolinea, garantendo così la precisione della cadenza nell’orario di passaggio. Il conducente che smonta arrivato al capolinea non riceve il cambio, per cui prosegue portando solo i passeggeri presenti sul bus fino a destinazione, che in questo caso potrebbero arrivare massimo fino a Beata Giuliana, essendo questo il punto opposto di arrivo rispetto al centro, poi ritorna in piazzale Solaro e parcheggia l’autobus per fargli riprendere la sua funzione di riserva. Dopo quanto detto si capisce che al capolinea deve sostare anche un autobus da poter utilizzare per rimettere in orario la linea circolare, o come scorta in caso di avarie di altre macchine, questo bus lo possiamo attualmente vedere nella rientranza posta di fronte al distributore Shell di piazzale Solaro, parcheggiato in tal punto fin dalle prime ore del mattino.

Tornando alla scelta del capolinea adesso possiamo dire che in primis, il luogo prescelto deve avere sufficiente spazio per parcheggiare gli autobus adibiti al regolare servizio, permettere ai meccanici di intervenire ed operare in condizioni di sicurezza in caso di emergenza per avarie alle macchine, deve avere spazio anche per ospitare almeno un autobus da utilizzare come scorta, oppure per rimettere in orario le linee circolari. Restando sempre in tema di sosta e di parcheggio vanno considerate la necessità fisiologiche e di ristoro di coloro che stanno alla guida del mezzo pubblico per diverse ore, per cui il capolinea deve avere anche una struttura dotata di servizi igienici e distributori di bevande calde e fredde. Se invece il veicolo è datato, dopo qualche minuto di sosta potrebbe necessitare di un attimo di pre accensione, e se ha anche una minima perdita d’aria nel circuito pneumatico, l’autista deve per forza premere a fondo l’acceleratore per caricare i serbatoi d’aria, ne consegue fumosità allo scarico e inquinamento acustico, per cui sarebbe consigliabile che il capolinea fosse lontano anche dalle abitazioni ed esercizi commerciali.
Infine non guasterebbe una sala d’aspetto per accogliere i passeggeri in attesa, pur considerando che le fermate in piazzale Solaro devono restare operative, quindi la nuova struttura di via Formazza ha tutti i requisiti per proporsi come capolinea.

Di contro in piazzale Solaro lo spazio è proprio limitato, tanto che l’autobus di scorta viene parcheggiato in un punto della piazza la cui posizione potrebbe essere molto discutibile, se i meccanici devono intervenire per tamponare un’emergenza, sono spesso costretti a lavorare sulla strada. Gli autisti per soddisfare i loro bisogni fisiologici possono utilizzare i servizi igienici dell’ospedale, se questo è aperto, altrimenti devono contare sulla disponibilità dei negozianti della zona, sempre ammesso che l’autista precedente non sia stato costretto a forti accelerate per ricaricare i serbatoi d’aria, perché se così fosse il negoziante si sente disturbato per il fumo e l’odore che ha impregnato il suo locale, e quindi sarebbe il caso di dire, che vede la divisa di autoferrotranviere come il fumo negli occhi. Diversamente bisogna entrare in un bar e solo dopo aver consumato si può utilizzare il loro servizio.
Da quanto sopra detto ne conviene che per gli addetti ai lavori sarebbe estremamente vantaggioso il nuovo capolinea, ma nonostante ciò i cittadini di Busto Arsizio sono costretti a vedere una struttura costata fior di quattrini, imbrattata dai vandali che spesso sostano nelle ore notturne sul piazzale inutilizzato. Se invece il problema è di altra natura, e la suddetta struttura non si può utilizzare per problemi burocratici, o ancor peggio di viabilità, forse varrebbe la pena di fare qualche indagine, per chiarire le responsabilità di chi scientemente ha sperperato denaro pubblico per realizzare un’opera inutile alla collettività.

Cordiali saluti

Antonio Macheda “La voce della città”

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