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Il colore dei codici in pronto soccorso

Pronto soccorso, è di nuovo caos
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18 luglio 2017

Egregio direttore

qui di seguito la mia esperienza di ieri sera al Pronto Soccorso e lo spunto per una riflessione

Non è una questione di soldi, o forse sì, per la sanità della Regione Lombardia

Ieri sera mi sono recato al Pronto Soccorso dell’Ospedale di  Varese per un taglio dovuto ad un incidente domestico.

Premetto che non sono un medico e quindi non ero in grado di valutare la gravità dell’infortunio e le cure a cui dovevo essere sottoposto.

Al triage, dopo la prima valutazione, mi viene assegnato un codice verde e mi viene detto di portare pazienza per la visita e le eventuali cure.

Di pazienza ne ho portata parecchia anche perché arrivato verso le 20, ho avuto accesso alle cure solo 4 ore dopo. Ma quello delle lunghe attese al Pronto Soccorso di Varese non è una novità,  anche dopo le numerose visite di rappresentanti della Regione Lombardia; e quindi a tutto ciò ero preparato.

Ma quello a cui non ero preparato è stato l’esito della visita. Non entro nel merito delle cure (quello spetta ai dottori)  ma al “declassamento” da codice verde a codice bianco con conseguente pagamento del ticket.

Non è una questione di soldi (pagherò i 25 euro di ticket) ma è la disorganizzazione che si percepisce accostandosi al Pronto Soccorso.

Non è possibile creare un primo filtro all’ingresso per poter valutare quei piccoli incidenti domestici che possono essere curati a casa ?

E’ impensabile che il triage possa avere un medico che valuti subito la gravità e permetta di smaltire l’affluenza?

Trovare un  sistema che consenta di far accedere al Pronto Soccorso solo coloro che ne hanno veramente bisogno (e quindi dovranno effettuare visite e ricevere cure e assistenza) e non sottoporre i pazienti (nel senso di persone che portano pazienza) ad estenuanti attese con relative sorprese finali è una cosa difficile da organizzare?

O forse fa comodo alla Sanità Lombarda intascare 25 euro declassando il tipo di intervento dopo aver consentito l’accesso?

Per il pagamento del ticket bisogna recarsi al CUP (presso gli sportelli o ai totem automatici) oppure pagare con bolletino postale. Ma prevedere anche un totem al PS per non far perdere ancora del tempo ai “pazienti” ?

Mi permetta un’ultima annotazione: al momento dell’uscita dal Pronto Soccorso ho notato la targa con l’intestazione dello stesso al prof Montoli, “padre della moderna organizzazione del Pronto Soccorso” (così recita la targa). Mi è venuto da sorridere pensando che se la moderna organizzazione comporta ore e ore di attesa, forse tanto moderna non è.

Cordialmente

Un “paziente” varesino

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