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Il colosso … d’acciaio

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29 novembre 2012

Gentile direttore, mi scusi se “a volte” la disturbo intromettendomi, ma ogni giorno ne succedono delle belle e ieri ci mancava la tromba d’aria con saette sul colosso d’acciaio dell’ILVA, grande più della città di Taranto e già in ginocchio, dimostrando la sua fragilità non come l’argilla ma la ghisa, per nano particelle sopra la media consentita; con venti, bombe d’acqua e allagamenti sempre più violenti e frequenti, da paese tropicale, che sferzano la penisola come se una sorta di maledizione insista vista la mancanza di avvio immediato di progetti concreti, nella specie per fermare per sempre l’incremento dell’inquinamento, nel contempo continuando la produzione dell’importante e indispensabile materia prima con forni elettrici, come in Germania, nonché la bonifica del territorio, a questo punto in una lotta contro il tempo, perso, non coinvolgendo l’indotto in tracolli generali.
Infatti era risaputo da anni che così ”nuoce gravemente”, all’ambiente oltre che di conseguenza alla vita e al portafoglio, mentre la Costituzione stessa prevede in primis di combinare “salute e lavoro”; nel frattempo parte del personale potrebbe semmai essere impiegata appunto nel risanamento e per le risorse si potrebbero benissimo sacrificare alcuni F35 perché qui si tratta di una vera e propria guerra, contro malattie, ulteriore dispendio e fallimento ai vari livelli dello Stato intero.
Berlusconi forse “fonderà o rifonderà” un nuovo partito, mentre “il grillo” è nella sua tana pronto a sbucare ai primi tepori di primavera e intanto “i gemelli diversi” hanno dato sfoggio in TV del loro sapere, che ben venga pure, ma certe questioni non possono aspettare e a proposito di altoforno andrebbero rimesse in discussione tante cose, ad es. guarda caso collegate anche alla riforma Fornero.
Un esponente del PD ha cessato lo sciopero della fame dopo 88 giorni rincuorato dal presidente Napolitano che vuole la riforma elettorale ma sembra che ormai non si possa più fare, così come un governo con Monti senatore, papabile invece al subentro quale capo dello stato e non di un partito.
Per concludere andrebbero si rottamate molte persone sull’onda di cambiamenti che in effetti spesso camminano di pari passo con esse, stando però ferme o ancorate in “cadreghini poltronati” di velluto e pelle rivestiti, sperando di ritrovare i bandoli delle matasse in attesa di riassesti completi “all-inclusive” con equilibri di sistemi tali da non far veder sempre tutto nero e in cui quindi ad es. anche migliaia di “passaggi a livello privati”, o senza barriere, possano essere ridotti, bay passati, se non monitorati o meglio controllati e custoditi.
Grazie e cordiali saluti.

Valter Abele Zaccuri

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