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“Il coraggio, uno non se lo può dare”

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15 settembre 2011

Caro direttore,
dell’Alberto da Giussano non portava solo la spilletta al bavero della giacca.
Ne aveva rivitalizzato la causa difendendo i Comuni da un nuovo barbarossa, i tagli del governo contro le loro possibilità di soddisfare bisogni essenziali dei cittadini, e la viveva con ardore.
Tra i primi nella schiera dei combattenti, sguardo indomito, voce stentorea, piglio del comandante.
Poi è venuto il diktat del suo partito, questa lotta non s’ha da fare, e il guerriero si è afflosciato.
Si è arreso, ha ceduto le armi e se l’è data a gambe, abbandonando campo di battaglia e colleghi.
Macchè Alberto da Giussano!
Più calzante è ora il richiamo a Don Abbondio, cui il buon Manzoni assegna realismo sincero nell’autodifesa “il coraggio, uno non se lo può dare”. Soprattutto se non ce l’ha.
Cordiali saluti
  
 
Maria Pellegatta

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