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Il dovere di essere degni dei migliori tra noi

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11 maggio 2013

Egregio direttore,
Il 9 maggio 1978 fu assassinato Aldo Moro.
Un senso di pudore mi rende taciturno di fronte al sacrificio di Aldo Moro, martire di una causa di libertà sempre attuale, assassinato per mene oscure di oscuri disegni criminali.
Di tale sacrificio, come di altre morti innocenti, dovremmo aver colto il monito e l’ammaestramento per seguire convintamente la via della tolleranza e del rispetto reciproci.
Non è così.
L’odio e il disprezzo della libertà delle persone ci immiseriscono tutti. Io sono intimidito eppur incoraggiato a resistere alla tentazione di imbozzolarmi nel mio “particolare”, per riconfermare la fede di libertà e di rispetto del bene comune.
Culminano a Milano le celebrazioni dei 1700 anni dell’Editto di Costantino e Licinio Augusti che sancì tolleranza e libertà di religione.
Un processo dinamico e contradditorio, tra progresso e reazione, che è congenito, mai esaurito nella storia dell’umanità. Il progresso e l’affermazione della civiltà esigono l’alto prezzo del sacrificio di testimoni e martiri.
A me, a noi, gente comune, il dovere di essere degni dei migliori tra noi.

u. monti

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