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Il furgone e la gente comune

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10 novembre 2008

Egregio Direttore,
Vorrei scusarmi con il signor Enzo Crenna ed i lettori, per essermi espresso in modo poco chiaro nella mia lettera “i musulmani, il furgone e l’indignazione: ma la gente comune dov’era?”. Il furgone non è stato posteggiato accidentalmente nel luogo ove gli islamici pregano, non si è trattato di banale distrazione, ma c’era intenzionalità. Dalle foto si poteva rilevare che sul parabrezza, ma dall’interno del vetro, è stato applicato un cartello recante una scritta di critica nei confronti del sindaco. Infatti è ancora presente fra le pagine di VN l’articolo ” Mazzone: Se venerdì prossimo non ci sarà l’ordinanza ripeteremo il gesto”. (http://www3.varesenews.it/gallarate_malpensa/articolo.php?id=111552 ) Per comodità riporto uno stralcio del suddetto articolo.

“Il furgone in via Peschiera nel punto in cui si ritrovano i musulmani a pregare? «Voleva essere una provocazione, ma con obbiettivi precisi, che possiamo dire di aver centrato» spiega il segretario cittadino (del Carroccio) Luciano Mazzone, “rivendicando” ufficialmente la paternità di un gesto polemico più nei confronti della giunta Mucci che nei confronti degli islamici… «Inoltre volevamo cercare una conferma per quella che era una nostra brutta sensazione: che l’Amministrazione voglia concordare con gli islamici una soluzione , spostando il problema altrove. Il problema si riproporrebbe, perché non c’è spazio per una moschea a Gallarate, e nasconderla altrove non avrebbe senso.”

Quindi, replicando al signor Crenna, la religione c’entra eccome! In passato ci sono stati problemi, riguardo a stranieri che in qualche modo erano o potevano essere legati al terrorismo, e la Lega probabilmente adduce questa motivazione, per giustificare la loro avversione alle moschee nel gallaratese. I leghisti temono che una moschea possa diventare un covo per terroristi: secondo me non c’è nesso, se un terrorista volesse architettare attentati, li potrebbe progettare ovunque. Se valesse tale principio, il regime fascista avrebbe dovuto chiudere tutte le chiese, perchè possibili luoghi ove i partigiani avrebbero potuto progettare attacchi “terroristici” al regime. L’inconsistenza delle motivazioni dei leghisti, mi fa supporre che i motivi veri siano altri. A prescindere dalla validità delle “ragioni ” leghiste, di fatto loro adottano un comportamento che a casa mia si chiama “discriminazione su base religiosa”, e oltre a non considerare l’ABC della propria religione (verosimilmente cattolica), la usano strumentalmente per avvalorare il loro concetto di territorialità (le cosiddette radici cristiane). Sempre a casa mia, anche se sono ateo, posteggiare un furgone in un luogo dove si svolge una funzione religiosa, con il preciso scopo di disturbarla, equivale ad oltraggiare la funzione stessa, i fedeli e la religione relativa, e se non ricordo male è pure reato. Ma questo è solo il mio punto di vista, ovviamente.
Saluti cordiali

Silvano Madasi

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