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Il Governo e i rifiuti di Napoli

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26 giugno 2011

Caro direttore,
quando il coraggioso Gelosia uscirà dal suo enigmatico riparo seguirò il suo esempio.
Per intanto ci capiamo lo stesso, a parte la mia ultima lettera (357) evidentemente equivocata.
Non credo vi sia nessuno, né in Italia nè fuori, che ancora dubuti che il caos rifiuti di Napoli sia da ascrivere ad altri che agli amministratori di Regione Campania, Provincia e Comune di Napoli ai quali i Governi Prodi e Berlusconi non hanno saputo sostituirsi con efficacia, sia pure avendoci provato per lungo tempo, non senza promesse mirabolanti, ma vane.
Nemmeno è in dubbio che da almeno 14 anni, dopo il decreto Ronchi (bravo e concreto ministro dell’Ulivo), l’Italia abbia norme chiare su chi-deve-fare-cosa perché i rifiuti siano gestiti come in altri paesi europei.
Quanto a Napoli Greenpeace riassume una realtà già ben raccontata da molti (ricordo una magistrale puntata di Report di almeno 3 anni fa).
Fin qui Gelosia ripete cose già sapute.

La mia domanda riguardava invece un problema inedito, quello che si apparecchia in queste ore sotto i nostri occhi: può una città di un milione di abitanti essere lasciata soffocare? Può il Governo sottrarsi all’ intervento straordinario solo perché paralizzato dai veti politici al proprio interno? Ne parlano tutti i giornali, possible che solo Gelosia non se n’è accorto?
Eppure aveva scritto che un “Presidente napoletano sta cercando di imporre al governo l’emanazione di uno speciale decreto per conferire alla spazzatura napoletana il marchio DOCG. Ciò permetterebbe alla stessa di circolare liberamente in tutta l’Italia, esattamente come le mozzarelle di bufala. “
Non so a quali fonti attinga Gelosia per questo genere di racconti umoristici, ma, ritenendolo persona competente, gli avevo chiesto di spiegare se secondo lui i “’doveri di solidarietà politica, economica e sociale’ (art.2) e di " tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo" (art.32) -previsti in Costituzione – non costituissere obbligo per il Governo, senza bisogno del richiamo da parte del Capo dello Stato.
Oppure per lui tale obbligo riguardava solo una parte dell’Italia, o anzi, tale non era, ma solo il capriccio di un Presidente “napoletano”, da lui accusato senza giri di parole di voler imporre un “decreto-truffa”, fatto in spregio a qualsiasi legge o norma vigente".
Non mi ha risposto, ma ho pazienza che riuscirà a farlo appena avrà assunto le informazioni su come i soci del governo regoleranno questo ennesimo dissidio.
Saluti codiali

(Ps: Quanto all’inceneritore: Sostenendo che il ciclo rifiuti di una grande città non può, per quanto ben organizzato e differenziato, eludere il passaggio finale di distruggere una importante quota residua di rifiuti, volevo dire che un bel problema per Napoli è l’insufficienza del solo inceneritore di Acerra, che funziona quando può e come può. Credevo che su questo Gelosia potesse convenire con me)

Ismaele

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