Ricerca

» Invia una lettera

Il “liber secretus” del lapidario di palazzo Estense

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle
Loading...

27 giugno 2011

Riceviamo e pubblichiamo

Mi telefona il prof. Lucioni, dell’università Cattolica, grande conoscitore della storia medievale, varesina e non, e mi chiede se, nella mia qualità di membro del comitato scientifico comunale, per le celebrazioni del centocinquantenario, gli posso procurare una copia del volume Il lapidario di palazzo Estense, presentato sabato 18 giugno. Gli rispondo che, per la verità, della presentazione del volume ho appreso da Varesenews, domenica 19 giugno. Nessuno mi aveva invitato. Poco male. Dopotutto, nel comitato mi sono trovato nominato d’ufficio e senza essere stato consultato e ci sono rimasto solo per fare una cortesia al sindaco, che aveva insistito in proposito. Cerco, comunque, di attivarmi per procurare una copia all’amico e – perchè no? – da incorreggibile bibliofilo, anche a me stesso. Apprendo che l’opera, stampata in pochi esemplari, di cui il primo sarà inviato, niente meno, che al presidente Napolitano, è nella disponibilità del solo sindaco Fontana. Mi rincresce per Lucioni, che provvedo ad avvisare, ma mi dice – buon per lui – che, come membro del comitato direttivo della Società storica varesina, ne riceverà una copia di diritto. Quanto a me, non insisto a chiedere. Anche se un po’ di curiosità – da vecchio bibliofilo – mi resta. Forse, avendo dedicato qualche tempo – ripeto, “malgré moi” – al comitato, avrebbero potuto farmene omaggio di una copia. Ma tant’è … Non penso che la mia biblioteca ne soffrirà moltissimo.
Resta la questione di fondo: un libro del genere che – come ho avuto occasione di leggere sulla stampa locale – vuole divenire “una testimonianza visibile di memoria civica e collettiva”, dovrebbe essere distribuito a tutte le famiglie del comune, come – d’altra parte – è già accaduto, nel lontano 1959, colla riedizione di “Varese, Garibaldi ed Urban nel 1859” di Giuseppe Della Valle. Altrimenti rimane una “testimonianza invisibile”. Chissà, forse l’intenzione c’era, ma poi non si è potuto, per via del “patto di stabilità”, quella mannaia – spesso evocata dal nostro sindaco Fontana – che impedisce ai comuni, anche virtuosi, come quello di Varese, di compiere buone azioni. Il volume, dunque, rimane un “liber secretus”, consultabile dal popolo solo nella civica biblioteca (Ma mi dicono che non c’è ancora). Eppure non si fa dappertutto così. Per esempio, sono stato recentemente omaggiato, in occasione di una conferenza sui “referendum”, dalla simpatica sindachessa di Brissago Valtravaglia, Giusy Giordano, di un ampio e documentato volume di Gianpiero Buzzi sulla storia del paese, patrocinato dalla Società storica varesina: sono più di 300 pagine, con molti documenti e ricche illustrazioni. Ebbene, esso è stato distribuito gratuitamente a tutte le famiglie del paese. E’ pur vero, però, che – come mi potrebbe obiettare Fontana, grande esperto in proposito – Brissago, al “patto di stabilità”, non è soggetto. Ma, a questo punto, mi domando: “Il comune di Brissago – con poco più di 1.000 abitanti – è forse più ricco di quello di Varese?”.

Mario Speroni

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.