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Il localismo scambiato per federalismo è dannoso per i cittadini varesini

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29 gennaio 2009

È stato recentemente presentato, 28 gennaio 2009, presso la Camera di Commercio di Milano uno studio assai interessante, promosso dalla Fondazione Civicum e curato dall’Ufficio Studi di Mediobanca dal titolo, “Le società controllate dai maggiori comuni italiani: costi, qualità ed efficienza – edizione 2009”.
Nel volume si comparano i costi, la qualità e l’efficienza delle società controllate dai maggiori comuni italiani. Fra i servizi presi in esame vi sono quelli aeroportuali di sette città italiane, fra cui quelli di Milano, gestiti, com’è noto, dalla SEA, società pubblica che gestisce gli aeroporti milanesi. La produzione di servizi è valutata attraverso i dati del traffico, in termini di passeggeri, movimenti di aeromobili (il numero di decolli ed atterraggi) e le merci transitate dallo scalo. L’attrattività dell’aeroporto all’interno di un territorio è valutata misurando il grado di accessibilità internazionale, vale a dire la capacità di offrire numerose mete di destinazioni internazionali.
Malpensa, come rileva l’ufficio studio di Mediobanca, ha perso la leadership, dei collegamenti internazionali (quelli con voli diretti) rispetto a Fiumicino, nel 2006. Quanto è accaduto negli ultimi mesi con il ritorno al governo del centrodestra, dopo la breve parentesi del centrosinistra, è in linea pertanto con una strategia/tendenza che viene da lontano.
Poiché fra il 2001-2006, la Lega Nord, insieme a Forza Italia, ha avuto un ruolo rilevante, nel governo nazionale, in quello regionale della Lombardia, in quello provinciale di Varese è incontrovertibile che nulla ha fatto per arrestare il declino di Malpensa. Anzi potremmo affermare che ha le responsabilità maggiori nella vicenda.
Aggiungiamo, anche, che Giuseppe Bonomi, già deputato della Lega Nord, già presidente di Alitalia, fino a pochi giorni fa amministratore delegato di SEA, dopo le dimissioni, è stato nominato direttore generale della società, per la modica cifra di uno stipendio compreso tra i 550 e i 650 mila euro annui. E’ evidente che la Lega Nord e suoi esponenti di punta rappresentano i garanti e i responsabili di quanto accaduto nel settore dei trasporti aerei in Lombardia.
Sempre lo studio di Mediobanca mette in evidenza come il terzo aeroporto per “destinazioni raggiunte”, in Lombardia, sia quello di Bergamo, che per altro supera la stessa Malpensa nell’indicatore di accessibilità (collegamenti con i primi 20 paesi al mondo in termini di Pil ed interscambio commerciale con l’Italia).
La SEA, controllata per l’84,56% dal Comune di Milano, possiede anche il 49,98% della società SACBO (che gestisce l’aeroporto di Orio al Serio). Chi più di SEA avrebbe potuto pianificare e razionalizzare il traffico aeroportuale in Lombardia? La vicenda Malpensa si è alimentata di devastante localismo, fenomeno che avevo già avuto occasione di denunciare parecchi mesi fa. Se, al contrario, si fosse programmato per tempo la politica degli aeroporti, in una visone regionale e federale, specializzandone le funzioni, oggi ci si troverebbe in ben altra situazione.
Dire che i vertici di SEA sono confusi è in queste condizioni un eufemismo. Forse, prima o poi, il presidente Bonomi, che si è attribuito un lauto stipendio come direttore generale della società aeroportuale spiegherà ai cittadini lombardi che cosa sta combinando.
Gli studi della Fondazione Civicum, è noto, mirano a diffondere la cultura della responsabilità e della trasparenza. Purtroppo, bisogna concludere che nella vicenda Malpensa siamo piuttosto lontani da entrambi i parametri. Colpisce ancora di più, di fronte ai dati sopra riportati, come in tutti questi anni vi possano essere stati autorevoli esponenti del PD presenti in parlamento e dirigenti di autorevoli associazioni professionali che si dichiarassero “tifosi” della Lega Nord. Passi per la mancata denuncia delle derive del sistema, diventarne apologeti desta stupore.

Giuseppe Nigro, Segretario Provinciale Federazione Partito Socialista Varese

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