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Il lombardo non è un dialetto dell’italiano: lo dice la linguistica

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20 aprile 2007

Replico alle affermazioni deliranti dell’Assessore alla Cultura Signor Beneggi durante il Consiglio Comunale del 16/4/2007.

Vorrei replicare all’Assessore Beneggi sulle sue affermazioni a dir poco deliranti sulla lingua lombarda. Il Signor Beneggi è assessore alla Cultura, quindi dovrebbe, come minimo, ritenere che tutte le Culture siano sullo stesso piano, invece, dalle sue affermazioni si può evidenziare un certo qual razzismo linguistico, dato che lui ritiene la lingua lombarda di serie B. Anzi addirittura l’Assessore ha affermato che il lombardo non è una lingua, ma addirittura un dialetto dell’italiano. Questa affermazione è assolutamente irreale, dato che anche un inesperto, basta che ci stia a pensare solamente cinque secondi, può valutare benissimo da solo che la lingua toscana, cioè l’italiano, non ha nulla a che fare, neppure dal punto di vista storico, con la lingua lombarda. Come si fa a sostenere che il lombardo deriva dal toscano? Questa è un’affermazione ridicola dal punto di vista storico ed accademico ed evidenzia una malafede nazionalista approssimativa da ogni punto di vista.

L’Assessore è un estremista italianista, che odia e disprezza la lingua lombarda. Assurdità si unisce all’assurdità, dato che l’Assessore la parla pure bene. Personalmente mi sono sentito offeso dalle affermazioni deliranti dell’Assessore Beneggi, che ha sostenuto che la lingua lombarda sia un dialetto, perché non ha una sintassi. Mi piacerebbe che si chiedesse al Professor Giuseppe Radice di controbattere a questa affermazione totalmente falsa. Il Signor Beneggi ha offeso la nostra identità di lombardi. E’ un un estremista. Estremista, sì, perchè non basta essere dell’UDC per far finta di essere un moderato.

Mai ho sentito tali affermazioni fatte con una tale cattiveria e senza motivo contro una lingua ed una letteratura, quella lombarda milanese, che esiste e prospera dal 1500 in poi. A ben guardare la nostra letteratura esiste anche da prima, come può benissimo confermare ogni storico della lingua che abbia una conoscenza anche approssimativa. Il lombardo si è iniziato a formare nel 1200, come tutte le altre lingue neo-romanze, compreso il toscano. Stesso tempo, ma differenti regioni, come il catalano e il castigliano nell’odierna Spagna o come l’occitano e la lingua d’oil, da cui deriva l’odierno francese, in Francia. Il primo a scrivere nella nostra lingua fu Pietro Bascapè (o Basegapé), morto intorno al 1280. In seguito possiamo annoverare tra i grandi scrittori anche Bonvesin della Riva. Queste sono le origini della nostra lingua lombarda: 1200. Poi abbiamo Fabio Varese (intorno alla seconda metà del 1500), Carlo Maria Maggi (del ‘600) che scrisse il famoso dizionario usato ancora oggi, Balestrieri (1700), poeti del calibro di Giuseppe Parini, Carlo Porta, forse il più famoso per via della sua grande produzione poetica. Tommaso Grossi, e lo stesso Emilio De Marchi, verista come il Verga, ma scrivente in lombardo. Più recenti Carlo Bertolazzi, Delio Tessa, Franco Loi, per finire con Marco Candiani, tutt’ora vivente, che ha tradotto in versi milanesi la Divina Commedia. Non dimentichiamo lo stesso poeta saronnese Giuseppe Radice, che scrive in grafia classica milanese poesie di indubbia bellezza. Come si fa a sostenere che la nostra lingua non ha sintassi?

Passiamo adesso all’altra affermazione delirante dell’Assessore Beneggi, cioè che il Lombardo non sia una lingua. Strano, perchè chi non è prevenuto, chi è accademico serio, fuori dalla polemica italiano lingue locali, riconosce nel lombardo una lingua. Wikipedia, l’Enciclopedia elettronica, ad esempio ha una sezione scritta in lombardo: suddiviso in occidentale, (con le sue varianti milanese, bosino, comasco, ecc..) e orientale (bresciano e bergamasco). http://lmo.wikipedia.org/wiki/ Il lombardo è stato riconosciuto anche dall’ISO 639-2, un organismo internazionale che codifica tutte le lingue in base ad un codice: http://www.sil.org/iso639-3/documentation.asp?id=lmo Inoltre il famoso Ethnologue ha riconosciuto senza problemi il lombardo come lingua romanza occidentale, al pari del francese e del catalano: http://www.ethnologue.com/show_language.asp?code=lmo

Non mi dilungo ulteriormente, anche se potrei andare avanti coi riconoscimenti accademici internazionali, perchè tanto è inutile, dato che quando si ha a che fare con la malafede, il pressapochismo, l’estremismo e la spocchia, purtroppo le ragioni della verità vengono messe in secondo piano.

Angelo Veronesi - segretario cittadino Lega Nord Saronno

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