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Il mio 25 aprile

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25 aprile 2011

Egregio direttore,
Una sfortunata coincidenza, quella del 25 Aprile e del lunedì di pasquetta, che per molti comporta la difficoltà di coniugare l’impegno antifascista con legami familiari lontani cui la Pasqua offre l’occasione di alimentare: a Gallarate più che mai, una città che nella sua storia recente ha vissuto periodi di massiccia immigrazione da ogni regione d’Italia che oggi purtroppo tanti, troppi, vogliono dimenticare elevando inedite barriere contro presunte minacce di contaminazione.
Stiamo vivendo un periodo pericolosissimo: giorno dopo giorno si susseguono attacchi al Presidente della Repubblica, ai magistrati, alla Corte Costituzionale e agli stessi principi ispiratori della Costituzione repubblicana, ultimo dei quali la proposta di riforma dell’art.1 che vorrebbe sminuire il lavoro da principio fondante ad elemento collaterale nella scala dei valori della nostra società. Certo, oggi il lavoro, come l’istruzione del resto, non è considerato più un valore, perché lavoro non vuol dire solo salario, stipendio, utile d’impresa: significa molto di più, significa dignità e realizzazione della persona, senso di appartenenza, diritti e anche doveri in un contesto sociale in cui la libertà individuale venga a configgere con la libertà generale; è un valore che dà fastidio, che non ha diritto di appartenenza in una società senza regole e cloroformizzata. Tanto cloroformizzata che si vorrebbe far passare come più attuale e moderna la centralità del parlamento, dimenticando che il parlamento non è più eletto ma nominato e chi accentra tutti i poteri è il Governo: mancava solo di vederlo sancito in capo alla Costituzione.
Ecco perché è importante il 25 Aprile, nonostante da tempo sia in atto il tentativo di minimizzarne la portata storica e politica riducendolo a un contributo militare, irrilevante e non richiesto.
E’ importante perché è la data simbolo di principi e valori coltivati per anni nei carceri fascisti e nella clandestinità, fioriti nella lotta di liberazione, maturati nello spirito che ha disegnato la Costituzione.
Oggi che il clima si è fatto così pesante e irrespirabile da far temere di essere a un passo dalla rottura della legalità costituzionale, ricordare e celebrare il 25 Aprile è un dovere morale, ovunque lo si faccia, in Piazza a Gallarate come nei tanti luoghi d’Italia dove si sia presenti.

Ennio Melandri - Candidato sindaco - Federazione della Sinistra Gallarate

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