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Il mio “Caronte” è differente

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14 novembre 2008

Egr. direttore,

il signor Guidotti è stato equilibrato nel raccontarci la “sfida” ferro-gomma. Bravo! Non è caduto nella trappola demagogica della sbrodolata a favore del ferro. Il trasporto pubblico è teoricamente meglio dell’autopendolarismo da molti punti di vista. Da altri dire che il ferro funziona, é come dire che è conveniente ricavarlo dalle miniere di pirite dell’Elba…

Io invece mi sono sentito preso per il naso da questa presunta gara.
Per prima cosa Legambiente spende denaro dei contribuenti (anche il mio, sob, sob) per far pubblicità alle ferrovie, che non la meritano assolutamente. La cosa non mi va proprio giù.
In secondo luogo la gara doveva essere un poco “preparata” per poter dare sicuramente i risultati voluti dai pubblicitari. Non credo che l’associazione volesse essere sportiva e fare una competizione vera. Il motto è quello del tifoso: vinca il migliore, ma il “migliore” deve essere quello che voglio io.
Ad ogni modo nell’articolo è spiegato anche uno degli accorgimenti usati: “l’auto è partita al passaggio del convoglio”. Bello, vero? Non si tiene conto del percorso casa-stazione o di tempi morti, ritardi, soppressioni, e tutto il resto dell’armamentario cui ci hanno abituati quelli che ci ostiniamo a chiamare “servizi”.
Pubblicizzare competizioni come questa serve solo a far arrabbiare chi viaggia, perché è chiaro che non sono gare ma solo dimostrazioni mirate. I miei itinerari dimostrano esattamente l’opposto, anche se facciamo finta di credere a ciò che dicono gli orari.

Signori che credete a Caronte, parliamo seriamente.
Itinerario 1: casa-scuola, 20 Km. Auto: 40 minuti (scartato per principio); auto più bus di città, o ATS (Azienda Tacco Suola): 50 minuti, più il normale ritardo dell’autobus. Autobus dal paese: 2h.

Itinerario 2: casa-università, 50 Km. Moto con guida prudente: 50′. Auto: 1h 15′. Autobus + treno o due treni: non quotato per disperazione, supera le due ore.

Itinerario 3: casa-ufficio, Km 32 + 2 (il + 2 è sempre dedicato a reverenti pensieri a chi ha voluto modificare lo svincolo di Besnate). Auto: 40′. Treno + bus + trekking: 2h.

Itinerario 4: casa-lavoro (moglie), Km 8. Auto: 15′. Mezzi pubblici: se nessuno ci manda un’auto blu è impossibile.

Questo elenco noioso è solo per l’andata. Al ritorno è meglio non pensare: se possibile si peggiora.
Nel caso a Legambiente volessero “scoprire” come sono veramente le cose, gli autopendolari sono pronti ad indicare gli itinerari. Non dico che ci sarebbe da ridere solo perché la realtà fa piangere.

Con i miei migliori saluti

Alberto Gelosia

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