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“Il mistero della caserma Garibaldi”

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27 aprile 2011

 Gentile avvocato Fontana,

 Ci consenta di iniziare questa lettera con le Sue stesse parole, riferite a un edificio celebre di Varese, la Caserma Garibaldi, e al comparto circostante.
 Era il 22 novembre 2007 e durante il consiglio comunale Lei affermava:
 “Io volevo rassicurare tutti i presenti circa la ragione dell’acquisto della caserma e non ci sono dubbi che l’intenzione di questa Amministrazione è quella di riuscire a realizzare un teatro in muratura, un teatro stabile per la nostra città, anche perché, nel momento in cui abbiamo parlato di comparto e nel comparto abbiamo ricompreso il terreno, il sedime sul quale insiste l’odierno teatro tenda, è evidente che se così non fosse, vorrebbe dire eliminare anche il teatro tenda. (…) Ripeto che noi vogliamo fermamente compiere questo sacrificio, anche di carattere economico, per tre finalità: riqualificare urbanisticamente la zona; riqualificare viabilisticamente la zona; riqualificare come arredo urbano la piazza (…). In quel comparto, vogliamo realizzare e il teatro e una sala con multi funzioni da dedicare agli studenti dell’università. Questa è sicuramente la ragione, l’unica ragione, le uniche ragioni per le quali andiamo a proporre di compiere questo acquisto.”

(Verbale consiglio comunale del 22 novembre 2007)

Ci consenta, a questo punto, di rivolgerLe tre semplici domande, di cui la prima è questa:
1.      Perché a distanza di oltre quattro anni Lei non è ancora riuscito a realizzare nulla di quanto promesso ai varesini?
 Nel 2007, al momento di quell’acquisto Lei sottolineò con decisione, come le parole citate “verbatim” testimoniano, la Sua ferma volontà di fare del comparto intorno alla Caserma Garibaldi un “luogo nuovo” con un nuovo teatro e nuove strutture a servizio dell’università.
 Insomma considerò l’acquisto della Caserma strategico per la città e strategico alla luce (sic) del Suo programma del 2006.
 A quattro anni di distanza, non solo non vediamo il più vago presagio di una possibile struttura teatrale, ma nemmeno l’avvio di un credibile progetto amministrativo che miri a consegnare alla città il fabbricato adeguatamente rinnovato. E la Caserma Garibaldi (con l’adiacente piazza della Repubblica) continua a rappresentare il peggior biglietto da visita possibile per coloro che lasciano l’autostrada e accedono alla nostra città.
 Ma c’è di peggio: l’immobilismo che ci pare essere stato il principale “marchio di fabbrica” della Sua amministrazione non permetterà, nemmeno nell’immediato futuro, di prevedere una riqualificazione del comparto Garibaldi – Repubblica.
 Perché siamo condannati dal Suo immobilismo alla nostra collettiva immobilità? Semplicemente perché a differenza di altri sindaci – chiamati ad amministrare città ben più grandi e complesse della nostra, con problematiche urbanistiche di ben altro spessore – la Sua giunta non è riuscita a varare il Piano di Governo del Territorio o PGT. Il PGT è, a nostro avviso, lo strumento principe di gestione dell’urbanistica di una città e, per questo tramite, di aiuto al rilancio della sua economia, della sua cultura, della sua vita sociale.
 Varese, per responsabilità Sua e dell’Assessore Binelli, di questo strumento è priva. E purtroppo, a causa dei limiti imposti dalla Regione, non può oggi avviare, come Lei sa bene, procedimenti urbanistici nuovi: la legge regionale, salvo casi tassativamente imposti dalla legge stessa – in cui certamente non rientra l’intervento della Caserma Garibaldi almeno nei termini da Lei rappresentati – non consente infatti l’approvazione di varianti urbanistiche rispetto al vecchio Piano Regolatore a tutte quelle città che non sono state in grado di approvare il PGT.
 Ma ci permetta ora di aggiungere le altre due semplici domande che desideriamo porLe e che sono conseguenza di quanto fin qui riassunto:
 Perché mai, alla fine del 2007, Lei si è battuto con grande tenacia per acquistare la Caserma Garibaldi, facendo sborsare ai Suoi e nostri concittadini quasi 2 milioni e mezzo di Euro (per essere esatti 2.450.000) se non aveva le idee chiare sul cosa fare, sul come farlo e su come finanziare i lavori?
 Alla luce di questa evidente assenza di progettualità concreta, non sarebbe stato meglio e più saggio attendere qualche anno, visto che poco dopo – nel quadro di quel “federalismo demaniale” di cui Lei meglio di ogni altro dovrebbe conoscere in anticipo ogni codicillo – avrebbe potuto ottenerla gratuitamente?
Occorre infatti precisare ai varesini che il cosiddetto federalismo demaniale (decreto legge n. 85 del 28 maggio 2010) sancisce che la proprietà dei beni immobili appartenenti allo Stato (comprese quindi le ex caserme) può essere trasferita a agli enti locali a costo zero.
Non crediamo Lei possa addurre a Sua discolpa la distanza cronologica di due anni e mezzo circa tra il costoso acquisto della caserma e l’entrata in vigore del federalismo demaniale: di questi provvedimenti infatti si sente parlare da anni e Lei meglio di noi avrebbe dovuto conoscerli e prenderli in conto con quella lungimiranza che ci sembra un dovere per tutti coloro che sono chiamati ad amministrare la “cosa pubblica”.
Nel caso di Varese invece, Roma non ha restituito alcun immobile alla città, il federalismo demaniale non ha avuto alcuna ricaduta benefica sulla nostra collettività e Lei continua paradossalmente a lamentare, nei Suoi pubblici interventi, che le molte inefficienze della Sua amministrazione sono tutte imputabili ai tagli dei trasferimenti statali. Tagli peraltro, per continuare con i paradossi, che sono stati decisi da un Governo di cui è parte assai influente il suo Partito, un Partito che evidentemente predica l’autonomia locale e pratica, con pervicace incoerenza, i tagli centrali.
Per tirare le somme di questa sola vicenda, oggi Lei lascia in eredità ai varesini:
Un fabbricato fatiscente. Un debito di 2.450.000 Euro, passati dalle nostre tasche alle casse di quella che Voi amate definire “Roma ladrona”. Nessuna prospettiva di rapida soluzione di questo problema. Le stesse promesse di cinque anni fa.
 Le elezioni amministrative sono prossime. Ci auguriamo che tra qualche mese potremo costruire, con un’altra giunta, una Varese migliore.
Grazie della Sua attenzione e un cordiale saluto.
 
 
Luisa Oprandi                     Roberto Molinari                           Fabrizio Mirabelli
Candidata Sindaca              Segretario Cittadino                        capolista PD
Coalizione                                   PD
PD SEL IDV VARESE &LUISA
 
 
 
 
 
Oprandi, Molinari, Mirabelli

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