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Il momento è delicato

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22 agosto 2011

Caro direttore,
Le scrivo queste poche righe poiché come la maggioranza dei normali cittadini vedo in questo difficile momento per l’Italia la necessità di unire gli sforzi per salvaguardare il futuro del nostro paese ma soprattutto quello dei nostri figli.
Quando dico che tutti dobbiamo fare sacrifici per raggiungere tale obbiettivo, intendo proprio tutti: è ora di farla finita con l’Italia dei furbetti che cercano in ogni modo di scaricare su chi non ha voce l’onere di una situazione creata senza dubbio proprio da questi ambigui personaggi.
L’unico vero legame rimasto tra i cittadini è la disaffezione alla politica, o meglio, ai nostri politicanti i quali debbono mettersi in testa che oggi non è più sufficiente trovare soluzioni che, guarda caso, pesino sole sulle spalle dei soliti noti.
E’ ora che si mettano in gioco anche loro: pensioni dopo quarant’ anni di contributi, auto, viaggi ferroviari e aerei pagati con i loro soldi, come un qualsiasi cittadino insomma; devono scendere dal piedistallo che si sono costruito (nemmeno troppo faticosamente) e tocchino con mano quello che sta ora vivendo il paese.
A questo punto sfido chiunque a lamentarsi se ci vengono chiesti nuovi balzelli da investire sul futuro del paese e dei nostri figli, è soprattutto l’ESEMPIO che ci aspettiamo da chi ci governa.
Prendano come esempio le tante associazioni di volontariato che esistono sul territorio e che sono sempre in prima fila nel fare e che nulla vogliono come contropartita, poiché nessuno, e questo in particolare per i nostri politici, li ha costretti a mettersi in gioco.

Un tipico detto lombardo recita:
a füria de tirà la corda prima o dopu la se strunca (continuando a tirare la corda prima o poi si spezza)

Grazie per la cortese ospitalità 

Maurizio scalco

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