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Il novantacinquesimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre

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7 novembre 2012

Egregio direttore,

   vi sono almeno tre categorie di persone che usano riferirsi alla data storica del 7 novembre 1917. Una prima categoria è quella degli anticomunisti dichiarati, che considerano l’ottobre russo un evento catastrofico a cui è legittimo imputare perfino l’avvento del nazismo. Una seconda categoria lo celebra come una grande epopea rivoluzionaria, a cui sarebbe seguito però l’ostico periodo staliniano. Una terza categoria, alla quale lo scrivente si onora di appartenere, si assume ‘in toto’ l’eredità storica del movimento comunista fondato da Lenin e diretto, successivamente al 1924 e fino alla sua morte, da Stalin.

   I sedicenti comunisti, che sostengono la tesi del Novecento come “secolo degli errori e degli orrori”, pur giudicando la Rivoluzione d’Ottobre e l’esperienza sovietica in termini positivi tacciono sul ruolo di Stalin, come se ciò costituisse un fattore secondario della vicenda storica. Costoro, come al solito, faranno di tutto per oscurare e infangare tale data, magari dedicandole qualche innocuo articolo o convegno di tipo storico, l’aspetto principale dei quali saranno la falsificazione e la denigrazione. In realtà, la rivoluzione bolscevica è un evento profondamente attuale, ricco di preziosi insegnamenti per la lotta odierna. Essa costituisce la prova concreta, valida a tutt’oggi, che è non solo auspicabile, ma anche possibile e necessario abbattere il dominio borghese e costruire la società socialista. Nell’epoca dell’imperialismo in cui viviamo, le contraddizioni fondamentali e i mali insanabili del capitalismo si sono aggravati, mentre le forze rivoluzionarie della classe operaia e dei popoli oppressi sono oggettivamente cresciute su scala internazionale. Tutto il sistema è maturo per la rivoluzione sociale del proletariato, la cui ideologia torna di nuovo all’ordine del giorno. Per quanto mi riguarda, sono fermamente convinto che, come asseriva Clemenceaux a proposito della rivoluzione francese, anche la Rivoluzione d’Ottobre va difesa o respinta ‘in blocco’, assieme a tutta l’esperienza comunista che ne è scaturita. Sono quindi ancor oggi pienamente valide, e degne di essere riproposte per il novantacinquesimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre, le parole che ebbe a pronunciare Lenin nel 1921 in occasione del quarto anniversario della medesima rivoluzione: «Per la prima volta, dopo centinaia e migliaia di anni, la promessa di “rispondere” alla guerra tra gli schiavisti con la rivoluzione degli schiavi contro tutti gli schiavisti è stata mantenuta fino in fondo e lo è stata malgrado tutte le difficoltà. Noi abbiamo cominciato quest’opera. Quando, entro che termine precisamente, i proletari la condurranno a termine? Non è questa la questione essenziale. È essenziale il fatto che il ghiaccio è rotto, la via è aperta, la strada è segnata».

Spartacus

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