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Il nuovo profeta

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2 aprile 2009

Caro direttore,

Ecco s’avanza un nuovo profeta.
Il terzo della serie dopo Giuliano Ferrara e Don Baget Bozzo. Quelli, ampollosi e magniloquenti. Questi, secco e sbrigativo. Il libro talmud è sempre lo stesso, “il libro nero del comunismo”, esibito fin dal ’94, l’anno della discesa in campo del Cavaliere.
Il nuovo profeta si chiama Fabrizio Cicchitto, approdato alla Casa delle libertà e verità dopo esperienze diverse ed eterogenee. Era tra i leader della corrente di Sinistra del PSI, poi affiliato alla P2. E’ qui, nella loggia del venerando Gelli, che conosce Berlusconi e ne rimane folgorato. Piena di osanna al maestro è l’intervista che Cicchetto ha rilasciato alcuni giorni fa al Corriere. All’opera di Berlusconi e al “libro nero”, stampato e diffuso in dosi massicce dalle Case editrici di “Sua proprietà”, egli ascrive il compimento di un miracolo, quello di avere smontato l’egemonia culturale della Sinistra italiana.
L’intervento tocca argomenti vecchi, appartenenti da sempre alla Destra: Gramsci, nelle carceri fasciste, abbandonato dai comunisti; Togliatti servo di Mosca: Stalin carnefice. Nuova è la confezione. Super semplificati i temi, super ristretti gli orizzonti, liofilizzata la propaganda secondo lo stile dell’uomo.
Che l’egemonia culturale della Sinistra abbia subito colpi pesanti è innegabile. Non è Berlusconi l’artefice. Berlusconi, con fiuto e tempismo da affarista, si è collocato nel solco già tracciato, lucrando vantaggi per sé e i suoi amici.
I colpi più duri, convincenti ed efficaci contro la Sinistra sono stati inferti dall’interno stesso della Sinistra perché gli autori erano i suoi stessi capi, del PSI di Craxi, del PCI di Occhetto.
Erano gli anni Ottanta e le idee che venivano propalate dagli Stati Uniti con il reaganismo- le sorti magnifiche e progressive del capitalismo senza regole, le capacità miracolse del libero mercato, il ruolo di traino delle classi ricche nei confronti di quelle povere, il comunismo impero del male- seppero suggestionare e conquistare anche la Sinistra. Sono le idee e le politiche che oggi vengono denunciate persino da molti governi, europei, americani, asiatici, africani, ad eccezione di quello italiano, come responsabili del crollo finanziario, economico e produttivo che, partendo dagli U.S.A., sta coinvolgendo il mondo, causa di enormi sofferenze per i ceti piu’ deboli e per i Paesi piu’ poveri. Sono le idee e le politiche che è indispensabile superare, cancellare al piu’ presto, per una piu’ equa distribuzione del reddito all’interno di ogni Paese e per un nuovo ordine mondiale fondato su nuove regole e un nuovo concerto tra le Nazioni, senza piu’ prevaricazioni e volontà di dominio.
Convinzioni sulla necesità di una nuova “governance” globale, adeguata alla nuova realtà geoeconomica del XXI secolo, che furono affernate in Italia già da Enrico Berlinguer.

Cordiali saluti

Maria Pellegatta - Federazione varesina del P.d.C.I.

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