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Il pericolo cinese

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23 settembre 2006

Le reazioni che hanno seguito l’istituzione del corso di cinese presso l’Università dell’Insubria hanno spinto Azione Universitaria a interrogarsi sull’eccessivo fermento.
“Questa “voglia di Cina” che ha contagiato anche il mondo universitario – dichiara Giuseppe D’Aquaro, commissario del circolo di Azione Universitaria “Ezra Pound” presso l’Ateneo varesino – è un’occasione per far luce sul governo più crudele che vi sia oggi nel pianeta. Questo fermento causato dal possibile arricchimento di qualche imprenditore varesino, non può far finire in secondo piano le atrocità di cui è vittima il popolo cinese, pedina schiavizzata dello sfavillante mercato a cui si vuole aprire. La Cina, oltre ad essere famosa per gli aborti coatti di stato, per le oltre tremila esecuzioni annue senza processo, per la repressione forzata della libertà di culto, per il fuoco sui civili nelle piazze e per il genocidio fisico e culturale di cui è vittima il popolo tibetano, poggia la sua produttività sui Laogai, lager di stato dove lavorano come schiavi dai 4 ai 6 milioni di persone, anche minorenni. Per finire nei Laogai basta essere attivisti pro-democrazia, sindacalisti, religiosi e fedeli di varie fedi e minoranze etniche.
Una serena apertura alla Cina non può avvenire senza una scrupolosa e viscerale conoscenza del paese a cui si vuole aprire. Azione Universitaria non può tollerare il silenzio su una questione tanto importante e se l’Insubria non si impegnerà direttamente a parlare di questa tragedia, sarà Azione Universitaria a sostenere parallelamente al corso una conferenza sulla Cina di cui non si vuole parlare.”

Circolo Universitario “Ezra Pound”, Insubria-Varese

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