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Il “porcellum” gallaratese e altre amenità

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27 settembre 2011

Egregio direttore, 
non passa giorno che non si scoprano, a Gallarate, nuovi buchi. Ma non è a rischio la viabilità, sono al disastro i conti pubblici. Se l’altro giorno s’è scoperto uno “scoperto” nel Consorzio delle scuole materne, oggi domenica 25, sulla cronaca leggiamo che alla Camelot i soldi sono stati buttati via per spese inutili. Circola una bella battuta: “Se alla Camelot sono stati buttati soldi per un trattorino spazzaneve, se tanto mi dà tanto dall’AMSC sbucherà fuori un transatlantico!”.
Proprio sulla AMSC, un componente del cda di AMSC spa afferma che la situazione è molto grave. L’indagine sui conti – per una mappatura realistica che permetta di capire come e dove intervenire – è più complessa del previsto e i primi risultati ci saranno verso la metà d’ottobre.

Insomma, dove ti giri trovi deficit e sprechi, tanto che la situazione originata dalla passata allegra amministrazione del Pdl, potrebbe ben definirsi come un vero e proprio “porcellum” di Gallarate.
Però, dopo aver sfogliato domenica le cronache cittadine, lunedì mi son trovato davanti al Corsera e m’è venuto il dubbio che i poveri – si fa per dire – amministratori del PdL qualche consolazione ce la potevano ricavare, leggendo che Paul Volcker, già capo della Federal Reserve e consigliere di Obama (mica l’ultimo arrivato!) alla domanda di chi fosse stato più irresponsabile tra USA ed Europa dell’euro, ha detto: “Direi un pareggio. Un pareggio dell’irresponsabilità”.

Irresponsabili per che cosa? L’America per aver consentito il boom dei mutui subprime, l’Europa per aver stabilito la regola “rischio zero” per le emissioni di titoli pubblici dei Paesi dell’euro.
Il risultato è stato che banche e sistema finanziario sono diventati vulnerabili davanti alla crisi del “debito sovrano” degli Stati.

E che cosa dire del debito? Per sessant’anni l’Occidente è andato avanti facendo debiti, e pareva una politica virtuosa. Com’è che oggi siamo tutti così perversi?
La virtuosa Germania ha un rapporto debito/PIL dell’82.6%; la Francia 86,8%; gli Usa un bel 100%; il Giappone ha un bel record del 233,1%.
E la vituperata Grecia? 165,5%, ma il ministro delle finanze greco si incazza (si può dire?) e grida che “la Grecia non è il problema centrale, perché ha soltanto il 3% del debito pubblico dell’Eurozona”.

Ci sono poi tante interessanti notizie sul casino (si può dire?) burocratico delle competenze della BCE, della BEI, del FMI, del EFSF… Che cosa siano non so bene, che ho già difficoltà nei conti quando vado al supermercato!
Insomma, di fronte allo stato dell’Unione, alla filosofia del debito, già imperante, ma oggi in crisi, dinanzi al fior fiore degli statisti e degli economisti (mica il sempre vituperato Berlusconi!), che cosa volete che siano i debiti dell’AMSC di Gallarate?
I poveri, si fa per dire, amministratori del PdL credevano facendo debiti d’essere sulla cresta dell’onda della grande finanza di tutto l’Occidente. S’erano illusi!

Non per giustificarli – questi sperperatori dei nostri, miei e vostri, soldi – ma nel tempo delle amministrative, Gallarate fu al centro dell’attenzione nazionale per la rottura tra la Lega e il Pdl, preludio – secondo i soliti esperti di alte strategie – di novità che avrebbero rovesciato gli assetti politici: in realtà si trattava di una bega da cortile tra “caimani” e “trote” locali.

Il risultato – l’amministrazione del sindaco Guenzani – è un buon viatico per il futuro!
Buon lavoro, signor Sindaco!

Cordiali saluti

Ulderico Monti

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