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Il progetto del porticciolo non convince la cooperativa

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20 maggio 2013

Egregio Direttore,
Ho letto con interesse del progetto di recupero del porticciolo di Capolago. In qualità di presidente della Società Cooperativa tra Operai e contadini di Capolago, nota ai più come il “Circolo” e proprietaria tra l’altro dell’area oggetto dell’intervento dell’Amministrazione Comunale vorrei dire anch’io qualche parola sull’argomento. L’area oggetto di intervento è stata acquisita dai miei predecessori nel lontano 1935 tramite atto notarile redatto dal notaio Luigi Zanzi mentre il progetto della darsena del porticciolo era a firma dello scomparso Ing. Pedoja. L’opera era essenzialmente un rettangolo le cui dimensioni originarie erano all’incirca 11 m di larghezza per 30 m di lunghezza e complessivi mq 330 circa di superficie. Nel disegno è evidenziato come la darsena era assolutamente ben inserita nel territorio limitrofo e soprattutto ben protetta dai venti pertanto le barche vi trovavano un sicuro rifugio, preciso che i punti di attracco erano 28.
L’area era stata acquisita dai miei predecessori quale posto di ritrovo non solo per i pescatori (allora numerosi) ma soprattutto quale luogo ideale per attività ludiche estive , ricordo che allora Banda di Capolago e Circolo erano un tutt’uno. Negli anni ’60 la zona del porticciolo non fu più usata per le attività ricreative e rimase solo come piccolo attracco e luogo di pesca. Peraltro nel tempo non procedendo ad una regolare manutenzione (colpa ovviamente anche nostra) la zona è diventate sempre più paludosa e pian piano il porticciolo è scomparso soffocato dalla vegetazione sviluppatasi sempre di più e dall’apporto di sedimenti della vicina Roggia Nuova. Parecchi anni dopo su un giornalino locale “Ul bartavel” comparvero una serie di articoli che volevano sensibilizzare l’amministrazione comunale affinché intervenisse per dare una mano nel recupero dell’antico attracco, ma non se ne fece nulla. Successivamente, e siamo intorno al 2005/2006 si costituì l’associazione denominata “Gli amici del Porticciolo”, che si fece promotrice di una serie di articoli e raccolta firme finalizzate a sensibilizzare ancora l’amministrazione Comunale. Questa volta gli amministratori e i tecnici del Comune di Varese raccolsero la richiesta e furono impostati alcuni progetti che prevedevano anche il dragaggio della zona oltre ampliare il tracciato originario. Nel frattempo, va detto, era intervenuta una delibera di estrema importanza che di fatto ha impedito di parlare di “recupero del porticciolo” vale a dire la costituzione della “ZONA ZPS” e del sito Sic Alnete riguardante il lago di Varese finalizzata a realizzare la così detta direttiva uccelli di emanazione europea. Detta delibera, la n 62 del 12 dicembre 2007 era stata approvata dalla Provincia di Varese quale ente preposto alla sorveglianza del rispetto di detta normativa. In sintesi nelle zone che rientravano a far parte della sopra menzionata delibera non era più permesso realizzare nuovi attracchi barche e anche interventi di ordinaria/straordinaria manutenzione erano subordinati alla autorizzazione dell’ente provinciale.
Va precisato che per quanto riguarda l’antico attracco di Capolago era prevista la possibilità di intervento (l’espressione usata era- eventualmente – ) a determinate condizioni, solo per i residenti in zona etc. Questo in estrema sintesi la cronistoria del nostro porticciolo. Il Comune come detto aveva più volte proposto interventi ma sono stati sempre respinti dai tecnici provinciali (presumo anche con l’approvazione degli amministratori) in quanto ritenuti non compatibili con le normative in vigore. Gli “amici del porticciolo” nel frattempo avevano avuto anche qualche incontro in Provincia per cercare di capire dove stava il rebus sic stantibus, ma come risposta qualcuno disse che il porticciolo non era mai esistito ed era una invenzione dei soci dell’associazione.
Resta il fatto che sino ad oggi non si è più parlato del Porticciolo proprio perché il suo recupero avrebbe comportato il dragaggio della zona, seppur limitato e tale operazione era considerata “devastante” per cui dovevamo metterci il cuore in pace.
Oggi veniamo informati della nuova iniziativa del Comune, che, sembra dovrebbe ottenere anche il via libera dei tecnici e amministratori provinciali, in quanto di fatto verrà costruita una passerella sospesa sull’acqua e pertanto decisamente meno impattante e soprattutto non recupera nulla dell’esistente. In un incontro informale con l’assessore Clerici e i suoi tecnici avvenuto alcuni giorni fa, abbiamo fatto presente che a noi questo progetto non piace perché come detto non è un recupero del porticciolo ma un qualcosa di diverso, per andare sul concreto noi vorremmo che il nostro Porticciolo fosse come la Riva d’Azaa (Riva di Azzate) cioè com’era oltre 60 anni fa. Detto questo, avviandomi alla conclusione vorrei fare alcune osservazioni su opere realizzate nel territorio di Capolago e che a detta di tutti hanno comportato una notevole modifica dello stato di fatto e quindi hanno indubbiamente impattato in maniera negativa con l’ambiente circostante e con la famosa direttiva relativa alla Zona ZPS. Mi riferisco in particolare all’ampiamento della Stazione di benzina, che ha comportato anche la modifica del tracciato della pista ciclopedonale , nonché la realizzazione del famoso albergo di Capolago. Mentre per l’albergo la “scusa” sono sati i mondiali di ciclismo 2008, con tutta franchezza non si riesce a comprendere come hanno fatto i tecnici e gli amministratori della Provincia ad autorizzare l’ampliamento della stazione di servizio in considerazione delle evidenti modifiche ambientali che venivano realizzate. Perché no al Porticciolo e si all’ampliamento della stazione di servizio che occupa una superficie di qualche migliaio di mq?

Giovedì 23 maggio presso il Circolo di Capolago ci sarà la presentazione del progetto da parte dell’assessore Clerici e dei suoi tecnici, sarebbe veramente interessante se alla serata partecipassero anche i tecnici della Provincia e magari anche qualche amministratore forse, ma ne dubito, avremo qualche risposta.

Cooperativa di Consumo Tra Operai e Contadini
Il Presidente
Enzo Fiore

Enzo Fiore - Cooperativa di Consumo Tra Operai e Contadini

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