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Il sangue dei vinti non era meno rosso di quello dei vincitori

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21 giugno 2011

 Caro direttore,
io il libro di Pansa l’ho letto: un tripudio di sangue, viscere sparse, una macelleria con poco senso.
Cosa voleva dimostrare? Che anche fra i partigiani c’erano degli stronzi vendicativi?
Possibilissimo: e allora?
Cambia forse il giudizio della storia?
Il sangue dei vinti non era meno rosso di quello dei vincitori. Ma nessuno in realtà aveva vinto; dopo una dittatura e una guerra nessuno vince o perde; ma la differenza è fra chi la guerra l’ha voluta e chi ne ha combattuta un’altra per porre fine a una follia.
Se posso permettermi Marco, lo legga quel libro, non muterà di una virgola il suo giudizio come non ha cambiato il mio e quello di moltissimi altri. Facciamoli contenti e leggiamolo; nessun libro può capovolgere la verità.

Roberta

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