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Il servigio di un ascaro pro-imperialista

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27 aprile 2011

Egregio direttore,
a leggere la lettera n. 332 c’è da restare di stucco. Un’accozzaglia di accostamenti
impropri e allotri, che denotano, quale che sia l’angolo di osservazione da cui
possono essere considerati, uno stato di preoccupante confusione intellettuale
(Prometeo, Fukushima, Chernobyl, la crisi del 1929 e l’attacco alla Libia messi nello
stesso fascio), viene evocata per coonestare un attacco ‘da sinistra’ contro Gheddafi
e coadiuvare, sul piano della propaganda politica, la ‘guerra celeste’ che vede l’Italia,
assieme agli altri paesi della Nato, impegnata a bombardare la Libia, in ispregio totale
dell’articolo 11 della Costituzione, del Trattato di amicizia del 2009 con questo paese
nord-africano e ben al di là di quanto stabilito nella risoluzione n. 1973 dell’Onu.
 
“Bastonare il cane che affoga”: così i cinesi descrivono azioni di questo tipo e di
questa lega. Ma il cane che affoga in un mare di fuoco di bombe all’uranio arricchito
è, eccezion fatta per un pugno di prezzolati separatisti della Cirenaica sconfitti sul
campo dalle forze armate governative, il popolo libico. Mi chiedo dunque quanto
coraggio occorra per far passare come una posizione ‘di sinistra’ quello che è
oggettivamente, ancorché ammantato da orpelli antisionisti e da una fraseologia
anticapitalistica, il servigio di un ascaro pro-imperialista.
Eros Barone

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