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Il sindaco di Lozza: “Noi siamo virtuosi, ma i tagli ci mortificano”

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28 settembre 2011

Anche a Lozza, città natale del ministro dell’Interno Roberto Maroni, si sente il peso dei tagli imposti dalla legge Finanziaria. Il sindaco del paesino alle porte di Varese ci scrive, spiegando che pur provando ad innovare con impianti fotovltaici nuovi di zecca e una gestione virtuosa del bilancio comunale, è difficile stare nei limiti imposti da un equilibrio tra entrate e uscite stretto e che non prevede sconti. L’ennesimo allarme lanciato da chi vive sul territorio e amministra un Comune, sentendosi bloccato e vessato  

Caro Direttore,
Le scrivo questa lettera perché vorrei esprimere il mio disagio, unendomi ai tanti Sindaci di piccoli Comuni, dinanzi alla politica di continui tagli e vincoli che stanno subendo gli Enti locali.
Il mio è stato storicamente un Comune virtuoso e “risparmioso” che ha saputo investire in opere utili e servizi a tutta la cittadinanza, mantenendo comunque un buon avanzo di amministrazione.
Proprio la prossima domenica, 2 ottobre, inaugureremo a Lozza un impianto fotovoltaico di 200 KW, voluto fortemente dall’amministrazione comunale, al fine di investire in una forma di energia pulita e di garantire un’ottima fonte di risparmio.
Abbiamo investito denaro ma anche tante risorse ed energie, in termini di lavoro e di impegno personale, con l’obiettivo di portare a casa per la cittadinanza un’opera che servirà alle generazioni presenti e future. Eppure, dopo le ultime manovre finanziarie, sembra in un certo senso che il nostro lavoro sia vanificato e bloccato.
Vanificato perché, invece che tagliare i costi della politica, generati dagli eccessi riconosciuti a ministri e parlamentari che sottraggono somme ingenti di denaro ai bisogni dei cittadini che poi devono restituirle come contribuenti, si obbligano gli amministratori comunali a rispettare vincoli di spesa spegnendo sempre più il loro impegno ed il loro entusiasmo in politica, che è vissuta davvero come un servizio (poco retribuito) che riduce il tempo dedicato alla propria famiglia, ai propri affetti e certe volte anche al lavoro.
Bloccato perché, alla fatica dell’amministrazione, in queste ultime settimane si aggiunge sempre più l’angoscia di non riuscire ad assicurare ai cittadini più bisognosi ciò che rappresenta un loro diritto e mantenere lo stato, comunque sottodimensionato, dell’organico. Dobbiamo ancora ridurre le spese per rispettare il vincolo insormontabile dei costi per il personale sostenuti nel 2004!!!!
Il nostro Comune è cresciuto di circa 300 abitanti, i problemi sono aumentati: il passaggio della futura Pedemontana non è uno scherzo; le richieste dello Stato e della Regione si moltiplicano anche in previsione del federalismo fiscale!?!? Quali miracoli possiamo compiere?
Attraverso il suo giornale, voglio lanciare pertanto un ulteriore appello alla classe politica al governo, l’ennesimo, dopo quello di tanti Sindaci come me.
I tagli fatti sono impositivi, mortificano l’autonomia degli enti locali. Non possono essere applicati gli stessi criteri indistintamente a tutti i Comuni, grandi o piccoli, virtuosi o spreconi!
Credo che un ridimensionamento delle piante organiche (anche al Nord ci sono squilibri!) in relazione al numero degli abitanti e la possibilità di deroga in considerazione delle problematiche contingenti del Comune potrebbero essere criteri più equi.                                                                                                               
Fervida Adriana Fabbian, sindaco di Lozza

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