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il sistema scolastico italiano

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24 agosto 2011

Egr. Direttore,
Sono un’insegnante precaria da ormai 8 anni e ritengo sia utile e doveroso metterLa a conoscenza degli ultimi scandalosi eventi che riguardano il mondo della scuola e, in particolare, la provincia di Varese. In questi giorni, sono in tanti che, come me, attendono notizie sulle famose immissioni in ruolo che, stando alle promesse del governo, dovrebbero essere più di 30000. Ecco, il problema è questo: di tali 30000 il governo ha deciso di immetterne in ruolo la metà attingendo dalle nuove graduatorie di quest’anno (come si è sempre fatto e come logica vuole) e l’altra metà dalle vecchie graduatorie del 2010 avviando in questo modo delle immissioni ‘retrodate’ che non hanno precedenti nella storia italiana. A questo, si aggiunge il fatto che, in tali graduatorie sono presenti ricorsisti che non sono ancora certi che il loro ricorso venga accettato, insegnanti che nel frattempo sono giá stati chiamati in ruolo e persone trasferite ad altre province. Tutto ciò dà luogo all’ennesima l’ennesima beffa ai danni di chi, come me, vanta anni di studio, scuole di specializzazione, master e corsi di aggiornamento per raggiungere un tanto agognato posto di lavoro che non arriva mai. Infine, come se questo calvario non fosse sufficiente, ci si mettono anche gli uffici scolastici provinciali che, dopo giorni e giorni passati ad elaborare gli avvisi di convocazione, al momento della pubblicazione, compiono errori madornali. Ad esempio, ieri è stato pubblicato sul sito del csa di varese, che La invito a consultare, un avviso in cui si richiedeva di presentarsi un inesistente ‘martedì 26 agosto’ oppure, in un avviso di oggi vengono convocate: ’12 persone dalla numero 1 alla numero 21′. Questa modalità di lavorare così poco ortodossa fa sì che ad ogni avviso facciano seguito almeno 3 o 4 errata corrige e tutto ciò non può che esacerbare ulteriormente gli animi dei poveri insegnanti precari sempre più amareggiati dal ‘sistema’.
La rigrazio per la Sua attenzione,

Cordiali saluti

Emma Tatiana Berlaffa

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