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Il treno Bellinzona Malpensa, occasione di sviluppo da non mancare

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22 settembre 2011

Egregio direttore,
da lunedì 12 settembre una coppia di treni con materiale della società TILO (Ticino-Lombardia) collega Bellinzona a Malpensa passando da Luino. Si tratta di un evento molto importante per il nord-verbano tanto che l’ assessore regionale alla mobilità ed infrastrutture Raffaele Cattaneo pare volesse presenziare nella stazione di Luino al “taglio del nastro”. Poi, forse costretto dal “maiora proemunt”, non se ne è fatto niente. Resta, tuttavia, il fatto che quei due treni costituiscono l’ inizio di un cammino che, a dire delle autorità politiche italiane e del Canton Ticino insieme alla dirigenza ferroviaria dei due paesi che si sono incontrati il 6 agosto a Bellinzona, potrebbe vedere aumentare il numero delle corse da/per l’ aeroporto intercontinentale. E’ stato riportato dalla stampa elvetica ed italiana che addirittura il futuro vedrebbe il cadenzamento di treni ogni due ore a partire dal prossimo orario ferroviario (11 dicembre). Cosa a cui credo poco, trattandosi di “molta grazia “. Tuttavia la Bellinzona-Luino-Laveno-Gallarate-Busto Fs-Malpensa ha delle chance non di poco conto. Interessa l’ utenza svizzera e la nostra. E le due società ferroviarie TRENORD e FFS non se la passerebbero male qualora trovasse spazio una offerta di treni comodi (quelli della Tilo lo sono) e veloci (da Bellinzona si può raggiungere Malpensa in 90 minuti con poche fermate) guardando anche al prossimo Expo 2015. Anche le compagnie aeree vederebbero di buon occhio la zona del lago Maggiore per il riposo dei propri equipaggi a Laveno, Luino e Gambarogno, dopo un volo intercontinentale. Senza dimenticare che ad Ispra opera un centro europeo, il CCR, dove vi lavorano oltre un migliaio di tecnici e scienziati di varie nazioni e che potrebbe essere utilizzata anche la linea Luino-Novara passando dalla bretella ferroviaria di Sesto Calende. Temo, però, le inerzie delle istituzioni nostrane che pare siano indifferenti a premere per un futuro che tutti ci attendiamo. Si fa riferimento alla crisi economica, alla mancanza di fondi ed a tutti i piagnistei che ci faranno perdere ancora una volta l’ autobus, pardon, il treno, lasciando una linea ferroviaria dominata solo dal traffico merci.

Giovanni Mele -Luino

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