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In coda a Malpensa?

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9 agosto 2011

Egregio direttore
Le scrivo per dare un po’ di sfogo alla mia indignazione per la disorganizzazione dell’aeroporto "di casa", Malpensa; lo stesso che alcuni vorrebbero "hub internazionale" con infrastrutture e servizi all’altezza di altri aeroporti concorrenti, europei ed extraeuropei. Non è proprio così. Le racconto la mia esperienza: mercoledì 27 luglio, ore 13. Mi presento al terminal 1 per imbarcarmi su un aereo che partirà alle 14,30, quindi con 1 ora e mezzo di anticipo, come raccomandato dalle compagnie aeree. Al banco check-in prima sorpresa: all’area predisposta per i voli Alitalia e AirOne lunga fila di attesa: solo due sportelli attivi, poi diventati tre, con tante persone in coda e diversi voli in partenza. E così la prima mezz’ora se ne va. Finalmente è il mio turno: alla consegna del bagaglio mi viene raccomandato di avviarmi al più presto al controllo di sicurezza, cosa che puntualmente faccio. Scendo verso la zona dei controlli ed ecco la sorpresa: due lunghissimi serpentoni, uno a destra e uno a sinistra, si snodano molto lentamente nei percorsi attrezzati. Mi risulta ora difficile quantificare quante persone potessero esserci, credo un migliaio circa. Perchè così tanti e le code così lente? Sono preoccupato, non mi è mai successo, temo di perdere l’aereo e come me molta altra gente che chiede sorpassi e trattamenti preferenziali. Ottengo la risposta ai miei timori quando a mia volta arrivo in vista dei varchi di controllo. Su una sfilata di possibili varchi, molti sono chiusi e solo 4 hanno la luce verde che ne indica l’attività. Tra questi uno è dedicato al fast track dei Vip, quindi solo tre varchi attivi per un migliaio di persone e forse più. Nel frattempo, sul tabellone il mio volo risulta imbarcare. Con ansia mista a rabbia (comune a molti passeggeri nelle medesime condizioni) riesco finalmente a passare e mi avvio speditamente per il lungo percorso verso i cancelli di imbarco. Ebbene, ce l’ho fatta, poco prima della chiusura, ma ancora dietro di me arrivano trafelati altri passeggeri. Mi chiedo: queste sono le infrastrutture di un hub? Quando in un grande aeroporto aumentano i passeggeri per il periodo estivo, si risponde con la diminuzione dei banchi check in, dei varchi di sicurezza e del personale attivo? Mi chiedo cosa sarebbe successo se fossi arrivato alla porta di imbarco poco dopo. Ribadisco che mai mi è capitata una esperienza simile, pur collezionando una discreta casistica di transito in aeroporti, anche più trafficati. Ho anche capito, però, perchè Lufthansa ha diminuito il suo impegno con Malpensa. Siamo in periodo estivo, anche il personale ha diritto alle ferie, per carità, ma i dirigenti hanno il dovere di organizzare servizi e strutture per prevenire disfunzioni.

Claudio

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