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In difesa del Parco Alto Milanese

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11 ottobre 2007

Quello della realizzazione di una serie di strutture nel parco alto milanese, a cominciare da un campo da golf e a terminare con chissà cosa, non è soltanto il solito atto di speculazione edilizia ma si prospetta come una gravissima espropriazione nei confronti dei cittadini dell’ultimo polmone verde presente in città. Il parco è l’ultimo legame con le nostre radici naturali, dove possiamo camminare su un pezzo di terra e contemplare la bellezza di uno scenario naturale. Un tramonto del sole sul grano o un profilo di verde all’orizzonte sono beni naturali di valore incommensurabilmente maggiore di qualsiasi speculazione edilizia. Senza il verde e senza la natura ci ridurremo sempre più a vivere da disadattati tra lo smog e il cemento armato costretti a scappare dalle città alla ricerca di qualcosa che è stato distrutto per sempre e che ora, anche se in piccola parte, esiste ancora ed è rappresentato proprio dal parco.
I palazzinari che ci amministrano forse riusciranno ancora a fare ciò che vogliono ma non deve passare in alcun modo il principio che lo facciano per il nostro bene.
Gli interessi sono tutti loro e a noi resterà solo il danno dell’ulteriore squallore che un’altra colata di cemento potrà provocare.

Cordiali saluti

Pietro Meda-Busto Arsizio

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