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In difesa di Magdi Allam

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13 aprile 2007

Egregio Direttore,

all’indomani del penoso spettacolo a cui hanno assistito milioni di telespettatori sintonizzati su “Anno zero”, non posso evitare di esprimere, anche a nome dell’Amministrazione comunale di Busto Arsizio, la mia affettuosa solidarietà a Magdi Allam, bollato di “fondamentalismo occidentale” da una vignetta di Vauro, che non ha esitato a rappresentare il vice-direttore del Corriere della Sera vestito da kamikaze con la cintura imbottita di esplosivo e a mettergli in bocca una battuta pessima.

Penso che sia stato superato ogni limite. Parlo del buon gusto e soprattutto della responsabilità: è noto a tutti che Magdi Allam sia costretto a vivere sotto scorta e questo ennesimo attacco non fa che contribuire a rinforzare la spada di Damocle che da anni pende sulla sua testa.

Non è solo il timore per l’incolumità fisica di un amico che mi spinge a scrivere queste poche righe, ma è anche l’amarezza e la delusione nel vedere la sua immagine, la sua autorevolezza, la sua reputazione così trattate.

Ribadendo il pieno rispetto della libertà di parola e di espressione (anche se ieri sera a Magdi Allam non è stato concesso il diritto di replica), non possiamo tollerare che la vittima sia paragonata al carnefice, che chi da anni si batte per i diritti dell’uomo (che non sono i diritti dell’Occidente, ma dell’umanità in generale) sia associato a chi è da sempre contro l’uomo, contro la libertà, contro la vita.

Busto a questa vergogna non ci sta.

Purtroppo durante la trasmissione di paragoni di questo genere ne sono stati fatti tanti, nello stile che contraddistingue i “multiculturalisti”, i “relativisti”, coloro che in nome del politically correct sono indifferenti rispetto all’identità culturale della nostra civiltà.

Ma non è con questo atteggiamento che si costruisce il dialogo e si arriva alla piena comprensione dell’altro, piuttosto con la piena consapevolezza dei nostri valori e delle nostre radici.
Busto l’ha fatto anche inserendo nel suo statuto il richiamo alle sue radici giudaico-cristiane della nostra Europa e continua a farlo ogni giorno, anche con piccoli gesti simbolici.

Gigi Farioli - sindaco di Busto Arsizio

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