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Incapacità politica=FORCONI

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11 dicembre 2013

Stupirsi e indignarsi per il fenomeno dei “forconi” è la più  grossa presa in giro della inetta classe politica che amministra il nostro Paese.

Per  lungo tempo, da parte della società responsabile, c’è stato un invito a comportarsi da veri politici applicando a se stessi, in prima istanza, i maggiori sacrifici. La risposta è stata la massima indifferenza.

Come ci si deve comportare con chi non ti ascolta e prosegue imperterrito ad agire con supponenza e insensibilità?  Se sei un suddito cominci a strisciare e a pregare per essere ascoltato; se sei un cittadino, che paga le tasse e quindi i loro stipendi, pretendi di essere ascoltato ed esaudito con le buone o con le cattive.

Chi si sorprende quando sente urlare “vi cacceremo tutti” forse non comprende la disperazione che guida queste persone che,  pur avendo fatto sempre il loro dovere,  devono soccombere nei confronti di chi ha sperperato i loro denari, frutto di sacrifici e rinunce,  in modo dissoluto e disonesto.

Anche l’informazione, della televisione pubblica, non dà l’impressione di agire in modo obiettivo in quanto lancia interviste di individui che, non essendo avvezzi alla piazza e men che meno alle serie di domande, dimostrano imbarazzo e impreparazione. Pare un tentativo per svilire le persone e denigrare il loro agire.

Il timore, che non è infondato, è quello che possa arrivare chi voglia cavalcare la situazione per mire personali prevaricando la situazioni e facendole precipitare. Qui occorre un intervento immediato del Presidente del Consiglio che, con decreto immediato, intervenga sui costi della politica, dei pubblici burocrati e delle classi privilegiate trasferendo le risorse nel mondo del lavoro che è in maggiori difficoltà.

Istruzione, lavoro e salute sono i tre temi su cui i politici devono agire e devono farlo subito, senza indugi. Il tempo è scaduto! Lo si capisca una buona volta e la si smetta di pensare solo alle poltrone.

Alessandro Milani

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