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Io lo so: la repressione non serve

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21 ottobre 2007

Caro direttore,
solo due parole al signor Senaldi con il quale temo ci sia stato qualche fraintendimento.
Non ho mai pensato nè sottinteso che per risolvere i problemi della tossicodipendenza o della prostituzione fosse necessaria unicamente la repressione, almeno non verso coloro che pagano le conseguenze di sporchi traffici sulla loro pelle.
Non potrei nemmeno pensarlo perchè per due anni sono stata a Genova e ho lavorato in una comunità molto nota, gestita da un prete altrettanto noto e insieme ai suoi volontari trascorrevamo le notti a girare nei vicoli, dove si poteva arrivare se no si andava a piedi, con i camper per distribuire profilattici, siringhe pulite, informazione e qualora fosse stato possibile, aiutare tanti sfortunati e sfortunate ad avere una possibilità di vita migliore.
Quindi so benissimo che ridurre il danno a volte può essere la sola via praticabile per evitare fenomeni di emarginazione; però ogni volta che un ragazzo o una ragazza ritirava la sua siringa pulita noi volontati ci sentivamo comunque impotenti e frustrati, ma quando una ragazza riusciva a sottrarsi al giogo che il suo padrone le aveva messo al collo e abbandonava la strada era una grande festa per lei e per tutti noi.

Roberta Lattuada

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