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Irpef, così non finiremo mai

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19 ottobre 2007

Egregio Direttore,
voglia consentirmi di rispondere alla lettera del signor D.G. che trovo decisamente offensiva nei toni, superficiale nei contenuti e viziata da una grande ignoranza di fondo, perlomeno per quanto mi riguarda. E speriamo che questo continuo botta e risposta o cessi o quantomeno continui con argomentazioni più pertinenti e circostanziate.
Il Signor D.G. scrive: “Sono un lavoratore dipendente e le pago (le tasse) da quando ho iniziato a lavorare. Mi hanno succhiato il sangue dalle vene per far funzionare questo Paese.”
Concordo pienamente, sono anche io un lavoratore dipendente. Lo è anche mia sorella (pure precaria). I miei genitori sono invece pensionati. E tutti e 4 paghiamo le tasse. Fino all’ultimo centesimo.
Peccato poi aggiunga: “Sa cosa penso, caro Direttore, che questi “galantuomini” con le nostre tasse anziché provvedere ai cittadini si pagano lo stipendio di Sindaco o di Assessore o garantiscono le poltrone agli amici degli amici”.
Se vuole proprio saperlo il mio stipendio di Sindaco credo ammonti, al netto delle tasse, a circa 300 euro al mese o poco meno. Soldi che, guarda caso, ho spesi, in aggiunta ad altri tirati fuori di tasca mia, sempre per lavori o servizi in Comune. Credo anzi di essere a credito di qualche centinaio di euro al mese contando tutti i lavori fatti gratuitamente grazie all’aiuto e alla collaborazione dei miei famigliari che non esitano a mettere sul piatto tempo e risorse proprie. E non navighiamo certo nell’oro…
Il signor D.G. aggiunge poi: “Siete voi la casta! Piuttosto, andate a lavorare!”
Se faccio parte della casta allora, mi si passi il termine, sono proprio un gran “coglione” visto che probabilmente sono uno dei pochi che ci rimette anziché guadagnare!!!
Per quanto riguarda l’andare a lavorare non si preoccupi. Appena stacco dall’ufficio corro subito in comune. E ci sto pure il weekend e nei giorni di ferie da tre anni a questa parte, quando magari lei giustamente si riposa dopo una settimana di lavoro. Ho proprio il cimitero da pulire questo sabato. Il vento di ieri ha sporcato non poco…
Se poi avesse la decenza di firmarsi per esteso sarebbe buona cosa. Io il mio nome e la mia faccia ce la metto sempre.
Sono lettere come la sua che mi fanno pensare a quanto sia stupido cercare di fare qualcosa per gli altri. Forse avrei fatto davvero meglio a pensare di più a me stesso e alla mia famiglia.

Cordiali saluti

Massimo Nicora - sindaco di Cazzago Brabbia

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