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Irriducibilmente contro la sospensione della leva

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3 novembre 2008

Gentile Direttore,
desidero ringraziare il Sig. Eros Barone per la lettera odierna sotto il titolo “Esercito di leva ed esercito di mestiere”, che condivido per la maggior parte, precisandogli che probabilmente io non sia riuscito a spiegarmi in precedenza (qualcuno si ricorda del detto: “Mi spezzo ma non mi spiego!”, cosa che, evidentemente, a me capita spesso).
In altri termini, io mi definisco ‘patriota’, non ‘nazionalista’, aggettivo affibiatomi dallo stesso. Probabilmente l’equivoco è sorto (o sorge) per la circostanza che io non perdo occasione (non la perderò mai, credo!) di dire quello che penso sui ‘seguaci delle varie leghe’, stigmatizzando sempre il loro comportamento irriguardoso verso l’Italia e le sue (libere) Istituzioni. Per il resto plaudo al suo, quanto mio, amor di Patria, precisandogli che è vero quanto da lui precisato sul voto (quasi) ‘bipartisan’ riguardo alla sospensione della leva militare.
Anch’io, nel mio piccolo, sono totalmente e irriducibilmente contro la sospensione della leva (rammento che ho prestato servizio militare di leva come volontario); ma non mi meraviglia il comportamento (altalenant, vieppiù) della Lega che, anche in questo caso, come per quello concernente la soppressione dell’ICI, non è stata in grado di dare il giusto valore alle cose e di prendere le giuste decisioni (e sotto certi aspetti, a me, loro fiero e totale oppositore, almeno fino a quando non la smetteranno di ‘bestemmiare’ ragliando di ‘secessione’ e altre stupidaggini del genere), può andare anche bene; tenuto conto e ricordando anche quel bellissimo striscione che era sfilato al Raduno di Bari del 1993: “Gli Alpini provengono da una sola Regione geografica: l’Italia!” E’ questo è vero, giacché per esempio la Calabria, mia regione d’origine, “E’ l’Italia in una Regione!” Perché, qualcuno si chiede? “Ma perché ci sono i Monti, i Laghi, il Mare!” E, ‘ultimo ma non meno importante’, la Civiltà retaggio della Magna Grecia, “Culla della Civiltà”.
E non venitemi a dire: “Ma perché non te ne sei stato a casa tua?”, perché la risposta scontata è: a) “Nel territorio della Repubblica Italiana – i punti cardinali li ho già indicati -, io sono dappertutto ‘a casa mia'”; b) “Come ‘Italiota’ (che, ripeto, non significa ‘italidiota’, bensì ‘discendente degli Antichi Greci'; e non solo, giacché parrebbe che i miei Avi fossero ‘tedeschi di Germania’, discesi in Calabria nell’Anno Mille!), io ho sempre cercato di tenere fede al Canto XXVI dell’Inferno, vv. 118-120 (Ulisse che si rivolge ai suoi seguaci): “… Considerate la vostra semenza: / fatti non foste a viver come bruti, / ma per seguir virtute e canoscenza”.
Tornando agli Alpini, costoro (i leghisti, intendo) all’epoca hanno voluto fare gli ‘schizzinosi’ verso i giovani meridionali allora? Bene, ora devono ‘sorbirsi’ perfino un Alpino (anzi, un’Alpina), Nabila El Habachi, di diciotto anni, di origine marocchina, ma’ nata in Italia, volontaria in ferma prefissata di un anno presso la caserma Castello Cantore sulla collina di Aosta.
Attenzione però: non ho nulla contro quella bella ragazza con il Cappello della gloriosa Specialità dell’Arma di Fanteria; cerco solo di significare che spesso i ‘seguaci delle varie leghe’ confondano ‘velocità con precipitazione’ (o ‘gli asini dai somari’).
Quanto alla lettera di oggi dei cosiddetti pseudo-‘giovani padani’ intitolata “Ieri e oggi, i giovani in difesa della libertà”, mi preme precisare che i ‘Giovani’ di novant’anni fa, provenienti da tutte le regioni d’Italia, combatterono per liberare veraemente l’Italia dallo straniero invasore (non certo la cosiddetta pseudo-‘padanìa’); quindi sarebbe opportuno che prima di scrivere qualunque cosa al riguardo, si ‘pulissero la bocca’, dedicando anzi il loro tempo per ripulire e ripristinare tutto quello ‘scempio’ causato con le loro scritte assurde sul territorio della Provincia di Varese durante i Campionati Mondiali di Ciclismo di settembre/ottobre 2008. Facciano in modo che, chi si trovi a visitare la loro Provincia (“Laggiù al Nord”), la trovino pulita e presentabile, perché è tutta l’Italia e gli Italiani che fanno (facciamo) brutta figura!
Vige, è vero, la libertà di stampa in Italia, fortunatamente (perché la cosiddetta pseudo-‘padanìa’ non esiste); tuttavia certe sciocchezze non dovrebbero essere permesse o, perlomeno, si dovrebbe avere il buon gusto di evitarle. Ma parlare di queste cose con i cosiddetti pseudo-‘giovani padani’ è come dire che ‘il sole crepi di freddo’. E non si capisce di quale ‘libertà’ essi parlino, giacché facendolo, incorrono in una contraddizione in termini, vale a dire: se la cosiddetta-pseudo’padanìa’ non esiste, (e non esiste!), come fanno a ‘reclamare’ la libertà (da che, da chi, o da che cosa?).
Ciò precisato e stante, ringrazio ancora una volta per la cortese attenzione e invio molti cordiali saluti,

Fortunato Galtieri

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