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Italia in guerra

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26 aprile 2011

Il Governo italiano, senza neppure sentire il Parlamento,nel giono del 25 aprile, della Liberazione,
dell’unità democratica e nazionale che ha preaparato l’articolo 11 della Costituzione ( "l’Italia ripudia la guerra…"), in contraddizione piu’ che evidente con le precedente manifestazioni di piaggeria verso Gheddafi e in discontinuità con le costanti di una autonoma politica estera italiana, prestandosi a servire in primo luogo gli interessi anglofrancesi e non quelli nazionali, sordo all’implorazione delle organizzazioni umanitarie laiche e religiose che operano in Libia, a sostegno degli insorti di Bengasi che sono un misto di congiurati, preparati mlitarmente e da tempo all’estero,alleati del Quatar e islamisti,
ha deciso che anche l’Italia parteciperà ai bombardamenti in Libia che già hanno provocato morti, feriti e distruzioni. Parteciperà alla guerra. Mentre si estende in tutto il mondo la richiesta di cessate il fuoco e di rispettare il dettato della risoluzioni ONU per la protezione della popolazione; per la pace e per soluzioni diplomatiche si esprimono chiaramente il BRICS ( Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) e numerosi altri Paesi, mentre la gran parte degli Stati europei resta neutrale, l’Italia entra in guerra e anche in questa occasione con la stucchevole finta opposizione della Lega, l’arlecchino specialista del gioco delle parti inscenato a richiesta. Mai cosi’ spudorato.
Si è superato il limite, anche in Parlamento infine si facciano sentire le forze della pace.
Elio Giacometti - Segretario PdCI-Federazione della Sinistra Varese

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