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Jolly nero

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13 maggio 2013

Gentile direttore, la dinamica della tragedia di Genova è abbastanza chiara ma, a prescindere, la velocità di 3 nodi è la massima consentita e obiettivamente poteva invece essere la minima possibile perché la forza d’inerzia di una simile mole di 240 m a pieno carico di container sarebbe stata controllabile dai diversi rimorchiatori di 30 m impegnati di supporto, tanto da infatti renderne praticamente vana la presenza e spezzando un cavo di ancoraggio; contrariamente ad es. ai vari fari di riferimento dislocati da sempre in punti cruciali sulle rotte marinare nel mondo, la torre di 54 m subendo un colpo mortale è quindi caduta come un fuscello, senza respingenti o tutele con debite distanze, pur a suo tempo costruita dinanzi alla vecchia e così prospiciente direttamente sulla via navigabile, in posizione visiva dominante, eludendo le avarie o anomalie normalmente da considerarsi per il grado di sicurezza.
L’analisi, o lo scandaglio, dei torbidi fondali inquinati da idrocarburi potrebbe rivelare delle sorprese nel senso che la enorme turbolenza e vortici dei potenti motori, al passaggio avrebbe l’effetto come del vento sulle  dune del deserto, che si spostano o si creano, nella specie “impuntando o impennando” la traiettoria su linee indefinite urtando “qualcosa”, come già quello sperone di granito aprì la Concordia come un apriscatole, in questo caso andando tipo bowling ad abbattere proprio l’unico birillo presente con un incredibilmente drammatico strike al primo tentativo.
Dopo l’implosione delle torri gemelle non ci si meraviglierebbe di niente, anche se una buona dose di concomitante “sfortuna nera” ha avuto la sua parte e con il senno di poi nell’evidenza dei fatti è abbastanza facile parlare ma fra l’altro, a quanto pare per lavori in corso da mesi, la manovra di retromarcia per uscire dal porto era diventata una consuetudine, in particolare evidentemente però effettuata con troppa “leggerezza”, se così si può dire e per cui sicuramente rivedranno i parametri di calcolo; inoltre essendo stranamente in ritardo sulla tabella di marcia di partenza, di alcune ore, non hanno precisato i motivi che hanno appunto poi costretto anche a ridursi a notte fonda, probabilmente affidandosi ancora una volta solo alla supposta perfetta efficienza delle strumentazioni e favorendo, o non riducendo, gli eventi nefasti che hanno lasciato tutti sgomenti.
Grazie dell’attenzione e buona giornata con cordiali saluti.

Valter Abele Zaccuri

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