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Komunisti e comunisti (50 anni dopo Gagarin)

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6 aprile 2011

Caro direttore,

"Tanto tempo è passato, e forse non ci rendiamo conto, sull’onda di troppe nuove crisi di quanto il mondo sia cambiato: in meglio. Oggi, la Stazione spaziale che ruota attorno alla Terra, possibile base per futuri viaggi nel cosmo, è un’operazione congiunta e amichevole (in cui l’Italia si è molto distinta), di Russia, Usa, Unione Europea, Canada e Giappone. Ricordando il passato, guardando lontano nel futuro, quella stazione ci offre la «preview» di un mondo unito capace di affrontare le sfide del cosmo."

Così Arrigo Levi nell’articolo che dedica al ricordo dei giorni -50 anni fa- in cui il mondo intero si innamorò di Yuri Gagarin il primo uomo nello spazio. Erano anche i giorni in cui il mondo era diviso in due sulla dorsale del comunismo e dell’anticomunismo. Tanto tempo è passato ma, tra le stranezze dell’Italia berlusconiana del 2011, c’è che siamo ancora alle prese coi discorsi sui komunisti cattivi. Unici al mondo. Qualcuno un giorno spiegherà come sia possibile.

Come mai, 21 anni dopo la fine dell’Unione Sovietica, 22 anni dopo la caduta del muro, 36 anni dopo la famosa intervista al Corriere di Enrico Berlinguer, sulla Nato e sulla scelta occidentale del PCI, c’è ancora chi usa come argomento politico le parole di Togliatti del 1930. (Altra stranezza: è la stessa persona – Attilio Fontana- che poi ammicca e ricorda con un pizzico di vanità, di aver portato in tasca l’Unità pure lui).

Come mai, assodato che il famoso fattore “k” (l’impossibilità per PCI di entrare nell’area di governo in quanto filo-sovietico) non c’è più e non ‘è più nemmeno il PCI, c’è chi ancora scrive komunista con la k.

Forse è ancora caricato a molla dal quel videomessaggio della “discesa in campo” del Cavaliere che quasi tutti hanno scordato. Tutto è stato dimenticato delle mille promesse di Berlusconi: dalla rivoluzione liberale al “meno tasse per tutti”, dalla scuola delle tre “i” al “patto con gli italiani”. Sola, indelebile, resta nella memoria dei nostri reazionari la promessa di ‘fermare i comunisti’.

Missione fallita pure quella, perchè i comunisti una volta arrivati al governo, appena due anni dopo, hanno fatto cose orribili come portare l’Italia nell’area dell’Euro, avviare in Costituzione la riforma federalista ed eleggere presidenti della Repubblica come Carlo Azelio Ciampi e Giorgio Napolitano.

E’ gente ben strana quella che vive su quel piccolo stivale laggiù in mezzo al mare.

Ma la saluti direttore

Yuri G.

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