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L’accalappiacani, quasi un privilegio…

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30 gennaio 2009

Egregio Direttore,

scrivo per mettere a conoscenza il Giornale e i Lettori circa le difficoltà che si incontrano qualora si voglia segnalare alle competenti Autorità il ritrovamento di un cane randagio nel territorio comunale di Varese.
Venerdì scorso, avvistando in Varese un cane che si aggirava solo, smunto e malconcio, visibilmente spaventato e diffidente, mentre cercavo invano di trattenerlo nei paraggi temendo da un lato per la sua incolumità, e dall’altra per la sicurezza del traffico, ho prontamente contattato telefonicamente la A.s.l. Veterinaria di Varese, affinché inviasse in loco l’accalappiacani. L’operatore mi ha risposto che la gestione del servizio è ora competenza dei Vigili Urbani, e pertanto mi ha detto di contattare il loro ufficio, rifiutandosi di fornirmi il numero telefonico degli stessi (con mia evidente sorpresa per la scarsa collaborazione con un cittadino al cellulare, sfornito al momento dell’elenco telefonico). Anche la chiamata al comando dei Vigili Urbani di Varese è stata deludente, perché l’operatore, tergiversando dinanzi alla richiesta di far intervenire l’accalappiacani, ha fatto presente che lo stesso viene fatto intervenire solo qualora il cane sia già stato fermato in luogo chiuso (come un giardino privato) e l’intervento abbia garanzia di sicuro successo.
Rinvengo sul Dizionario della Lingua Italiana di cui sono in possesso: per il verbo “accalappiare” il significato di “acchiappare, prendere con il calappio”, sinonimo di “acciuffare, catturare”; mentre per “accalappiacani” la definizione di “agente addetto alla cattura di cani randagi”.
Mi interrogo pertanto sulle libere interpretazioni linguistiche di cui sopra, anche se mi rendo conto che l’intervento di un accalappiacani proveniente dal Comune di Cittiglio (…ebbene sì!) non potrà mai essere tempestivo né efficiente.
Mi auguro che l’Amministrazione comunale di Varese prenda in considerazione questa problematica; anche se la stessa sembra ben poca cosa rispetto alle condizioni in cui versa il canile di Varese.
Ma questa è un’altra storia, che tutti purtroppo ben conosciamo.
Cordiali saluti,

Paola Nicolosi

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