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L’altra faccia del rave

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11 aprile 2007

Caro Direttore,
presa visione degli articoli e della lettera pervenutavi sull’argomento “Rave” in locazione “Cairate” ho pensato, assieme a qualche amico, di dar voce anche all’altra faccia della medaglia e di esprimere calorosi pareri sull’accaduto e sul tanto vociare che ogni volta gli “adulti” sono pronti a fare sui movimenti giovanili.
Inizierei con il sottolineare che i sottoscritti hanno presenziato alla festa ed hanno respirato, per l’ennesima volta, l’aria del rave.Vorrei rendervi partecipi, per quanto possibile con delle semplici parole, delle regole tanto semplici quanto implicite che vigono ad un rave e per le quali è possibile la buona riuscita delle feste e la sopravvivenza di ogni partecipante.
All’interno delle feste non esiste alcuna discriminazione ne distinzione tra le persone: NESSUNO verrà mai discriminato perchè bianco, nero, giallo…nè gli verrà mai puntato addosso il dito per come questo balli, si vesta, parli o per ideali politici.
Seguirei con il secondo punto di questa nostra critica in cui vorremmo specificare che NON TUTTI I GIOVANI SONO VANDALI sempre pronti a distruggere tutto e che, a nostro avviso, i veri vandali sono i proprietari della fabbrica che ne hanno permesso il deterioramento ed il disuso dimostrando uno spiccato senso dello spreco.
Non vediamo perchè si debba discutere molto se dei giovani, cui non vengono dati spazi, abbiano ridato vita per pochi giorni ad una struttura abbandonata con nuovi suoni e colori ballando per tutta la notte.
Inoltre vorremmo specificare che l’accesso alla fabbrica era semplicissimo: cancellate aperte, reti sfondate, alcun cartello che ne indicasse la proprietà o il divieto di accesso e ci piacerrebbe ricordare che, visto che non esiste alcun posto in cui i giovani possano dare libero sfogo alla loro creatività artistico-musicale, per evitare fenomi così tanto indesiderati ed incompresi basterebbe dare in gestione agli stessi giovani luoghi dismessi
che, a spese MINIME riuscirebbero a trasformare gli stessi in “città dei sogni”.
Gradiremmo anche, se possibile, cercare di sensibilizzare Voi Adulti alle necessità di Noi Giovani ci siamo stancati di essere sempre visti come dei drogati,dei ladri, dei teppisti vorremmo anche noi avere voce una volta
vorremmo potervi dire che si deve andare oltre i peracing, i tatuaggi, i vestiti o i capelli strani, vorremmo che vi rendeste conto che SIAMO ESSERI UMANI (non alieni), che molti di noi finito il rave torna a casa, torna
all’università a prendere 30 agli esami, torna a guadagnarsi il cibo che mangia in modo onesto, e che a differenza della credenza comune non siamo tutti degli “sbandati” ma siamo solamente stanchi di quello che ci circonda.
Voi che vi limitate a preoccuparvi dell’occopuazione di una fabbrica avete dimenticato di preoccuparvi del perchè o del chi compie questo atto…con tutta onestà e modestia crediamo che sia davvero molto quello che voi avete da imparare da noi…pensiamo che una notte ad una rave cambierebbe chiunque di voi…QUESTO NON E’ UN INVITO A PARTECIPARE AD UN RAVE!!!Bensì è un invito ad aprire gli occhi e ad andare oltre perchè in questo stato i veri problemi sono altri (vedi edifici abbandonati pieni di Eternit o Amianto)
Crediamo di poter concludere questo nostro attimo di “celebrità” chiedendovi gentilmente di dare per una volta la parola ai giovani e di far sentire la nostra voce a chi ci vuole ascoltare pubblicando questa nostra lettera.

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