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L’ennesima morte alla Dakar

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8 gennaio 2009

Caro direttore,

Nuova Dakar, o meglio, nuova gara che si fa chiamare cosi, e nuova morte.
Questa volta a lasciarci è stato il Motociclista francese Pascal Terry, alla sua prima partecipazione alla magica ed entusiasmante gara.
La polizia della Pampa sta ancora indagando sulle cause della sua morte, pare dovute ad alcune ferite riportate durante una (o alcune?) cadute;
fatto stà che Pascal ci ha lasciati, che era disperso da domenica, rimasto bloccato in un punto particolarmente difficile da raggiungere, in una specie di jungla “strettissima” sudamericana. Senza benzina.
Il suo cadavere è stato ritrovato la notte scorsa, 07 gennaio 2009, lungo il percorso della quarta tappa in quella che è stata la sua prima partecipazione alla fatidica gara.
Come riferiscono i più noti siti di news a riguardo il corpo è stato ritrovato a circa una quindicina di metri dalla sua moto, appoggiato ad un albero, senza casco e con una scorta di viveri e acqua.
Anno nuovo, Gara nuova quindi, come da tradizione con l’inizio del nuovo anno parte anche l’entusiasmante rally dedicato a moto, macchine e camion.
Ahinoi da quest’anno non si può più dire, anno nuovo Dakar nuova.
Come in molti sapranno, da quando l’anno scorso, la Dakar è stata annullata alla partenza, da quest’anno si corre nel Sud del continente americano.
Decisione presa dal direttore di gara Etienne Lavigne, successore di Thierry Sabine colui il quale, invece la Dakar, quella vera, l’aveva inventata.
Lo stesso Thierry che pronunciò quella frase che tutti i Dakariani, amanti del deserto, dell’Africa, delle dune dorate, hanno scolpita nel proprio cuore: <>.
Ma se l’Afrique non c’è più?
Ad ogni modo una nuova gara che ogni anno coinvolge milioni di appassionati, nonostante la morte. Nelle ultime edizioni, purtroppo sempre più presente.
E come disse un famoso giornalista di una nota rivista di enduro e motorally, motociclismo Fuoristrada, la Dakar è la Dakar, anche se fa male, anche se uccide, questo è l’oscuro Mal d’Africa che affligge molti di noi.
Porgo una domanda aggiuntiva. Anche se la Dakar non arriva più a Dakar? Anche se la Dakar non si corre più in Africa?
Lo so, sono stupidi pensieri di un eterno nostalgico, sono un ragazzo di vent’anni malato d’Africa che è cresciuto col Mito della Dakar che suo padre andò a vedere, a Dakar, quando questo ragazzo aveva 2 anni;
lo stesso ragazzo che ha avuto per tanti anni il poster di Ciro de Petri in camera e che adesso conserva in cantina.
Lo stesso ragazzo, e concludo, che si è disperato per la morte di Fabrizio Meoni e che sogna di andare a fare volontariato alla scuola Meoni in Senegal.
Come un tempo sognava di correre la Dakar. In Africa, con epilogo a Dakar.

Fede

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