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L’Italia e il tricolore innanzi tutto

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2 gennaio 2009

Gentile Signor Direttore,

leggo la lettera odierna del lettore Signor Marco Ricciuti (“E’ il sud che ha scelto la secessione”) e, precisando l’assoluta non intenzione da parte mia di ‘difendere’ il Sig. De Biase, chiamato in causa da quest’ultimo, giacché mi risulta che egli si sappia difendere benissimo da solo, non posso fare a meno, stigmatizzando il contenuto della missiva, laddove il lettore (Ricciuti) se la prende (non senza tutti i torti, purtroppo) con le Regioni del Sud (Italia), riguardo alle sue affermazioni riferite alla ‘Lega al Governo’, desidero dichiararmi non d’accordo sul comportamento dei Ministri da lui ‘difesi’, sfruttando il detto del Presidente Andreotti, il quale – com’è noto – afferma che: “A pensare male, si fa peccato; ma il più delle volte ci si prende!”. Qualcuno ricorderà la sua battuta in risposta alla domanda di un giornalista di qualche anno fa sullo stato di salute di Umberto Bossi (quando, purtroppo per lui, era ammalato gravemente): “Io sono cattolico e non auguro la morte a nessuno. Prego però nostro Signore che lo faccia rinsavire!” (Fortunatamente, specialmente per il Ministro delle Riforme per il Federalismo, Nostro Signore ha dato ragione al Sen. Andreotti, però solo al 50%, mentre sarebbe stato e sarebbe bello se gli avesse dato ragione al 100%: leggi, che il Ministro avesse presentato le scuse per l’offesa arrecata al Tricolore [che io attendo tuttora!] e avesse dichiarato di mettere in soffitta, cancellandolo dallo Statuto, l’idea [‘infame’, se mi è consentito] di un’eventuale, quanto improbabile [fortunatamente] secessione [contro la quale, al limite, si potrebbe fare rientrare le Truppe dall’estero, accontentando il ‘sinistrume’, e/o i ‘pacifisti da strapazzo’, e schierarli nella cosiddetta pseudo-‘padanìa’, in altre parole i certi luoghi dell’ex Lombardo-Veneto, per esempio, magari con degli idranti ad acqua fredda per calmare i ‘bollenti spiriti’ dei ‘seguaci delle varie leghe’!).

Si sta avvicinando l’Anniversario del “Primo Tricolore” (Reggio Emilia, 7 gennaio 1797); ricordo quindi che, sebbene non sia ancora Festa Nazionale (prima viene il IV Novembre: Giornata delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale), è opportuno – e invito tutti gli Italiani a – esporre il Tricolore per l’importantissima Ricorrenza, ricordando le ultime parole del discorso tenuto da(l Sommo Poeta) Giosuè Carducci il 7 gennaio 1897: “… L’Italia soprattutto; l’Italia innanzitutto!”.

Purtroppo, dal 7 gennaio 2004, quella Ricorrenza è diventata ‘molto triste’ giacché, mentre mi trovavo a Reggio Emilia, schierato con le Associazioni d’Arma, e il Presidente della Repubblica, durante la rassegna è passato davanti a me, e due ‘tizi’ schierati di fianco a me che ero il primo della fila, avevano ‘rotto le righe’ per andare stringergli la mano, Lui, prima ha guardato verso di me immobile sul saluto militare, poi è venuto verso di me per stringermi la mano. A me non è rimasto altro che sfilare velocemente il guanto, stringere la mano al Presidente Ciampi e riportare la mano sul basco d’ordinanza (Arma delle Trasmissioni) riprendendo la posizione di attenti! Ho raccontato questo episodio giacché sarebbe stato più che sufficiente per ricordare la ricorrenza (del 207° Anniversario); purtroppo dopo circa un’ora, mi telefona mia figlia informandomi che mia madre, 83 anni, era deceduta all’improvviso mentre faceva due passi accompagnata dalla ‘badante’ che, più che tale, era di ‘compagnia’; così da Reggio Emilia sono dovuto partire immediatamente per Reggio Calabria (provincia)… Per questo motivo, da allora, vicino alla foto di mia madre è dispiegato il ‘Primo Tricolore’!

Saluti italianissimi (o tricolori) a Lei, alla Redazione e a tutti (gli altri) miei connazionali.

Viva l’Italia!

Fortunato Galtieri

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