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L’Ordine dei Medici ed il Paziente Pagante

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5 dicembre 2013

Egregio Direttore

Capita spesso che le cose vadano storte tra i cittadini ed il servizio sanitario pubblico, per il quale essi pagano a prescindere da quanto poi lo utilizzano, ma con il medico di base, il primo e fondamentale tassello dell’organizzazione del servizio, di solito le cose vanno meglio, anche in virtù di quella specie di relazione di mutua conoscenza che alla lunga s’instaura . Il medico di base è la parte del servizio che consideriamo più affidabile ed a noi vicina, al punto da non preoccuparci della sua accessibilità.

Oggi però ho scoperto che c’è un modo efficacie per far crollare questa certezza: andare dal medico di base, scoprire che ha cambiato gli orari e che quelli nuovi non sono esposti sulla targa esterna, perché l’Ordine dei Medici ha sentenziato che basta affiggerli dentro lo studio . L’episodio rivela un particolare inedito dell’utilità dell’Ordine dei Medici: certificare che si ha torto se si arriva fuori orario pensando di non esserlo e se si sta mesi senza andare dal medico, si hai memorizzato determinati orari e la targa all’esterno dello studio non dice che sono cambiati, sono affari del pazienti-paganti-a-prescindere.

Poveri medici, mica si vorrà che spendano ogni volta 300 euro per cambiare la targa? Eppure esisterebbero gli strumenti per comunicare ai pazienti-paganti-a-prescindere cose tipo il cambio di orario: lettere, email, sms, e l’Ordine dei Medici potrebbe attivarsi per fornire ai propri iscritti questo utile servizio di informazione ai pazienti-paganti-a-prescindere.

Sarebbe un bel modo per dimostrare che una qualche evidente utilità, non riferita solo agli iscritti, in fondo l’Ordine, che è indirettamente pagato da noi contribuenti, ce l’ha. Ma il dubbio che sia solo l’ente previdenziale di una corporazione viene, e pure forte.

Con i migliori saluti

Michela Barzi

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