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L’Unità e Cossiga

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9 novembre 2008

Caro direttore,
non so se interessa e se rientra nella prassi, ma la risposta dell’Unità a Cossiga andrebbe conosciuta anche dai nostri lettori. Eccola senza commento.
«Se l’ex presidente Cossiga si fosse limitato ad accusarci di “istigare” qualcuno, avremmo volentieri evitato di rispondergli. L’Unità è sotto gli occhi di tutti e ciascuno può facilmente verificare il contenuto e il tono dei nostri articoli.
Il fatto è che, il 23 ottobre, in un’intervista, aveva suggerito di “infiltrare il movimento con agenti provocatori”. E ieri, nella sua lettera indirizzata al capo della polizia, ha auspicato che ci sia “una vittima”.
“Agenti provocatori”, “vittima”. È una sintesi molto precisa di quel che accadde il 12 maggio del 1977 quando a Roma fu uccisa una ragazza di 19 anni, Giorgiana Masi. Ancora non è chiaro come siano andate veramente le cose. Però si sa per certo che la stessa persona che oggi dà certi suggerimenti e formula certi auspici era, all’epoca, ministro dell’Interno. Per questa ragione – con tutto il rispetto – ci sentiamo in dovere di rivolgere al presidente Cossiga una domanda: chi ha ucciso Giorgiana Masi?».

Roberto Caielli

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