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La casta che resta

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3 agosto 2011

Egregio direttore,
 
Utilizzo questo spazio per esprimere il mio grande disgusto per le scene che in questi giorni sto assistendo.
Davanti ad una nazione sommersa dalla crisi finanziaria, i lor signori parlamentari non solo non si riducono il loro
espansivo stipendio ( i senatori l’hanno ridotto dello 0,4 %….un enorme sforzo da parte loro per risollevare il Paese ), ma non rinunciano nemmeno
ai vitalizi. Ieri infatti, non è stato nemmeno messo al voto l’ordine del giorno presentato dall’Italia dei Valori che ne prevedeva appunto l’annullamento, perchè il Presidente della Camera
Fini non lo riteneva costituzionale nel modo in cui lo si presentava. Primo, è stato dimostrato dagli stessi onorevoli IDV che quanto detto da Fini non corrisponde a verità, secondo, ci sbalordiamo dell’accurata attenzione
che il Presidente della Camera ha riservato a questo ODG. Perchè non ha impedito la votazione in aula anche di altri provvedimenti come il Lodo Alfano, il processo breve, il legittimo impedimento ? Di certo non si può dire che rispettano
l’articolo 3 della Costituzione, ma in quel caso, colui che si ritiene il nuovo della politica ha preferito tacere.
Per concludere, credo che mai come in questi giorni stiamo assistendo ad una totale distacco del Palazzo dai bisogni reali dei cittadini. In America, Democratici e Repubblicani si sono incontrati e hanno trovato un accordo per evitare il fallimento.
Qui in Italia il Parlamento chiude i battenti per un mese e mezzo, la Casta mantiene tutti i privilegi e il nostro Premier ha in testa soltanto il Bunga Bunga e le sue beghe giudiziarie.
Me lo lasci dire, o cambia tutto in fretta, oppure l’ormai prossimo futuro del nostro Paese non sarà di certo roseo.
 
Giuseppe Ballacchino - Italia Dei Valori Samarate

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