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La democrazia malata

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30 dicembre 2013

Egregio direttore,
La democrazia è la forma di governo in cui tutti i cittadini partecipano in varie forme direttamente e indirettamente, tramite rappresentanza, alla propria crescita civile, culturale e morale oltre che al proprio benessere materiale.
Nelle forme di governo democratiche l’interesse privato e/o personale deve coincidere con l’interesse della collettività a cui appartiene ma in alcuni casi tale interesse ne è subordinato o contrario quando contrasta con quello generale.
Questo perché la democrazia tutelando la società nel suo insieme per mezzo di leggi e norme che regolamentando i diritti e i doveri dei singoli cittadini a loro volta ne garantiscono la convivenza civile e la sua stessa sopravvivenza.
Ora chi è preposto a questo ruolo di tutela generale sono gli stessi singoli cittadini attraverso le Istituzioni che si sono dati quando gli stessi sotto forma di collettività e accomunati da interessi culturali, economici, etnici, religiosi e linguistici hanno ritenuto in una fase storica di fondare una struttura organizzata unitaria politica e sociale complessa definita Stato.
Or dunque ne consegue che le Istituzioni di uno Stato sono il pilastro di una sana democrazia il cui obbiettivo è il benessere generale, in quanto regolano, bilanciano e a volte reprimono l’interesse personale, attraverso le leggi, quando questo va contro il bene comune.
La situazione venutasi a creare in Campania in cui un territorio ,tra i più fertili del mondo, è stato trasformato in una bomba ecologica irreversibile facendo si che una intera popolazione è destinata a non avere futuro è il sintomo che le Istituzioni hanno da tempo rinunciato al proprio ruolo di garanti delle leggi nell’interesse della collettività a beneficio di interessi criminali, politico clientelari ed in molti casi di interessi economici personali di chi ne faceva e ne fa parte.
La situazione pone forti interrogativi e grosse problematiche a carico della collettività generale del Paese.
Dato che le Istituzioni sono composte da singoli individui selezionati all’interno della stessa collettività c’è da chiedersi se le loro inadempienze siano lo specchio o perlomeno dimostrano il livello etico e morale della stessa collettività e pertanto quanto è accaduto è frutto di una grossa fetta di società locale degradata che ha deciso consapevolmente di darsi un futuro di morte e sofferenze a vantaggio di pochi individui.
Altro interrogativo riguarda il costo economico diretto e indiretto a carico di tutta la collettività nazionale per porre parzialmente rimedio alla miopia, ignoranza criminale e incapacità di autogestione di una parte di essa.
Infine va rivisto e ripensato il ruolo che i partiti svolgono all’interno delle Istituzioni dove in alcuni casi per interesse clientelare ed elettorale sono i veri responsabili del degrado delle stesse.
Ne consegue che una collettività che rinuncia a tutelare l’interesse comune e del proprio territorio a tal punto da mettere in discussione addirittura la propria sopravvivenza per l’interesse immediato e criminale di pochi partorirà solo Istituzioni degradate e corrotte grave sintomo di una democrazia malata.

Cangemi Aurelio

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