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La differenza tra Radetsky e gli extracomunitari

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4 novembre 2008

Caro direttore,

il lettore che risponde piccato ad Angelo Bruno Protasoni, il quale aveva ricordato a qualche giovane superficiale come andò la storia tra il 1848 e il 1918 mi pare un po’ strabico, oppure simile a quel tale che cerca la pagliuzza e non vede la trave.

Lui vorrebbe dire che in fondo definire occupanti o invasori gli austriaci che dominavano da due o tre secoli il Trentino e l’Alto-Adige (Sud Tirolo) non fa gran differenza. Questione sottile, ma non irresolubile: se ne può parlare alla luce dell’art. 11 della nostra Costituzione che, facendo tesoro dell’esperienza storica, dice L’ITALIA RIPUDIA LA GUERRA COME STRUMENTO PER RISOLVERE LE CONTROVERSIE INTERNAZIONALI, e da lì la differenza tra guerra difensiva e offensiva, anche se per “buone” ragioni.

Meraviglia che lo stesso lettore, così sottile nel distinguere, non ponga ai giovani padani saronnesi il problema di spiegare chi sono gli stranieri che oggi occupano il nostro suolo e/o in che cosa gli pare che un extracomunitario sia paragonabile al maresciallo Radetsky, contro le cui seperchierie i milanesi del 1848 presero le armi.

Un saluto

Tommaso

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