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La fatica del vivere

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13 novembre 2008

Egregio signor direttore,
Sono un lettore gallaratese.
Nell’attesa che il collaudo degli attraversamenti pedonali di piazza Risorgimento su carrozzella venga dal sindaco eseguito, comincio a descrivere (al meglio che posso) il problema della deambulazione delle persone disabili sulle strade della città.
Non scrivo numeri ora perché cerco solo di dare una rappresentazione visiva del problema.
Gli scivoli per scendere dai marciapiedi alla strada e salire dalla strada sui marciapiedi sono (TROPPO) RIPIDI, perché occupano POCO spazio fra le strade e i marciapiedi, spazio non adeguato al DISLIVELLO esistente.
Essi sono adatti a chi si muove su DUE punti d’appoggio, cioè ai BIPEDI e alle BICICLETTE e ai MOTORINI e alle MOTOCICLETTE, ma non sono adatti a chi si muove su QUATTRO punti d’appoggio cioè a ppunto alle carrozzelle.
Le carrozzelle non elettriche guidabili autonomamente dalle persone che vi stanno sedute sopra hanno due ruote piccole piroettanti e due ruote non piroettanti ma grandi e attrezzate con impugnature manovrate da chi è seduto là sopra.
Nelle carrozzelle più usate dai privati, le ruote piroettanti piccole sono quelle davanti perché così le carrozzelle sono più facili da manovrare per gli handicappati stessi e anche perché così sono MENO PERICOLOSE per gli altri.
Ecco la geometria della carrozzella, dovrebbe essere piuttosto facile da capire, in internet si trovano immagini e descrizioni a volontà.
Ci sono due ruote non orientabili e due ruote orientabili.
Le due ruote orientabili sono piroettanti, cioè ci sono PERNI verticali che permettono ai supporti delle ruote piroettanti di orientare le stesse in modo che esse accettino la direzione impostata dal movimento della carrozzella.
Quando la carrozzella si muove IN AVANTI, i perni vertic ali delle ruote piccole piroettanti si orientano in modo che i CENTRI DELLE RUOTE PICCOLE piroettanti stesse si posizionino DIETRO ai perni stessi, in base alla direzione del movimento, perché il movimento della carrozzella relativo alla pavimentazione d’appoggio costringe le rotelle piroettanti a orientarsi in modo che le ruote vadano DIETRO ad essi e possano così rotolare senza fatica sulla pavimentazione d’appoggio.
Davanti alle ruote ci sono i supporti per i piedi (ho imparato da mia moglie a chiamarli “pedalini”) che stanno un po’ sollevati rispetto alla pavimentazione stradale, sarà circa 8 – 10 centimetri, dipende dalla carrozzella, in modo che la deambulazione sulle ruote possa avvenire senza intoppi.
Girando per internet è facilissimo trovare immagini del logo della carrozzella e fotografie di carrozzelle (con le ruote piccole piroettanti davanti), e già lì si capisce al volo che L’ALTEZZA o “quota” dei pedalini (spazio fra essi e la pavimentazione d’appoggio sulla quale sono appoggiate le quattro ruote del veicolo carrozzella) è molto meno (anche meno DI UN QUARTO) della distanza tra la proiezione sul terreno del bordo davanti dei pedalini e la proiezione sul terreno dei centri delle ruote piccole piroettanti davanti (sto approssimando a tali centri i punti su tali rotelle che stanno alla quota dell’ostacolo marciapiede).
Nelle carrozzelle con le ruote grandi davanti e le ruote piccole piroettanti dietro, il risultato di questa osservazione cambia, ma la manovrabilità diventa molto inferiore e i pericoli ingigantiscono.
Anche nelle carrozzelle a motore, con le ruote motrici dietro e le ruote piroettanti davanti, il risultato è lo stesso.
Per questo motivo, il massimo della variazione improvvisa di pendenza dipende dalla geometria dei veicoli carrozzelle.
Le superfici degli ostacoli verticali (ad esempio i muri delle case) stanno a 90° rispetto alla superficie del manto stradale, e non sono carrabili.
Quando una carrozzella arriva a uno scivolo più o meno ripido, appena arrivano allo scivolo le ruote davanti vengono obbligate da esso a sollevare il davanti della carrozzella che così può seguire l’andamento della superficie percorsa e proseguire il suo itinerario.
E’ QUESTO LO SCOPO DELLO SCIVOLO NEGLI ATTRAVERSAMENTI PEDONALI.
Quando una persona disabile su una normale carrozzella trova, sulla superficie d’appoggio (strada) sulla quale si muove, una seconda superficie inclinata (scivolo) raccordata con la prima con un raggio di curvatura verticale piccolo o addirittura non raccordata, se la ripidità (pendenza) dello scivolo è sufficientemente eccessiva e il dislivello è sufficientemente eccessivo, come succede tra la pavimentazione stradale e la maggioranza degli scivoli in piazza Risorgimento, capita che il bordo dei pedalini si scontri con lo scivolo PRIMA che le ruote anteriori siano arrivate allo scivolo stesso e abbiano iniziato a obbligare la parte davanti della carrozzell a a sollevarsi per evitare che il bordo davanti dei pedalini si scontri con lo scivolo stesso.
Questa è la fatica del vivere degli handicappati sconosciuta al nostro sindaco.
Questa è la mia seconda critica contro piazza Risorgimento (la prima è sulla soppressione dei 48 alberi secolari che offrivano un’immagine più naturale, più viva, più abitata, più pacifica e più tranquilla dell’immagine rigida di un monumento ai caduti dentro a una rotatoria espressione di megalomania).
La carrozzella di Luisella è un po’ diversa (i pedalini sono molto rialzati), però la pendenza di quegli scivoli è molto alta (quasi 45 gradi!) e affrontare tali scivoli senza un cingolato è pericoloso anche per lei.
Saluti cari da

Carlo Cattorini

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